Era il primogenito di una famiglia contadina e profondamente religiosa, composta da quindici figli. Fin da bambino manifestò il desiderio di diventare sacerdote e, ancora giovanissimo, entrò nel seminario di Ávila.
Gli studi furono temporaneamente interrotti quando il padre si ammalò e Mariano dovette tornare a casa per aiutare la numerosa famiglia nei lavori agricoli. Dopo la guarigione del padre poté però riprendere la formazione ecclesiastica.
Durante gli anni del seminario Mariano García Méndez si distinse per l'impegno negli studi e per la serietà con cui viveva la propria vocazione. Nel 1913 tentò di entrare nell'Ordine Domenicano presso il convento di Santo Tommaso ad Ávila, ma problemi di salute lo costrinsero ad abbandonare il noviziato.
Tornò quindi al seminario diocesano e completò gli studi filosofici e teologici.
Il 18 marzo 1916 ricevette l'ordinazione sacerdotale. Celebrò la sua prima Messa nella chiesa del suo paese natale, iniziando così il ministero nella diocesi di Ávila.
Nei primi anni di sacerdozio fu destinato a diverse parrocchie della diocesi. Svolse il proprio ministero a Hernansancho e a San Juan de la Encinilla, dedicandosi alla vita pastorale e all'assistenza spirituale dei fedeli.
Continuava tuttavia a sentire il desiderio di abbracciare la vita religiosa. Fece anche un tentativo di entrare tra i Carmelitani Scalzi, ma ancora una volta dovette rinunciare a causa delle sue condizioni di salute.
Nel 1925 Mariano García Méndez entrò infine nella Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, conosciuti anche come Dehoniani.
Durante il noviziato scelse il nome religioso di Giovanni Maria della Croce, con il quale sarebbe stato ricordato dopo la morte.
Emise la prima professione religiosa il 31 ottobre 1926, presso la comunità di Novelda.
Dopo la professione religiosa svolse diversi incarichi all'interno della Congregazione. Fu cappellano e insegnante di religione presso la Scuola Apostolica.
La parte più importante del suo apostolato si svolse però a Puente la Reina, in Navarra, dove lavorò a lungo nella formazione dei giovani e nella promozione delle vocazioni.
Era conosciuto come un sacerdote molto impegnato nella predicazione e nel contatto diretto con la popolazione.
Nell'estate del 1936, con lo scoppio della guerra civile spagnola, numerose chiese e istituzioni religiose furono attaccate e molti sacerdoti, religiosi e fedeli vennero arrestati.
Giovanni Maria della Croce si trovava a Valencia quando assistette all'incendio della chiesa dei Santi Giovanni. Di fronte alla distruzione del luogo di culto protestò pubblicamente.
Quando gli venne chiesto chi fosse, dichiarò apertamente di essere sacerdote e religioso della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.
Fu arrestato e condotto inizialmente al commissariato di polizia, quindi trasferito nel carcere Modelo di Valencia, nel quartiere di Mislata.
Trascorse circa un mese in prigione insieme a numerosi altri detenuti. Anche durante la prigionia continuò a svolgere il proprio ministero, offrendo sostegno religioso ai compagni di detenzione e preparando spiritualmente quanti temevano di essere condotti alla morte.
Nella notte tra il 22 e il 23 agosto 1936, Giovanni Maria della Croce venne prelevato dal carcere insieme ad altri prigionieri.
Fu condotto nella località di Silla, nei pressi di Valencia, e ucciso ai piedi di un ulivo della fattoria conosciuta come El Sario.
Morì il 23 agosto 1936, all'età di quarantaquattro anni, durante la persecuzione religiosa che colpì la Chiesa cattolica in Spagna.
La sua morte venne riconosciuta dalla Chiesa come martirio subito a causa della fede.
L'11 marzo 2001, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme ad altri martiri della persecuzione religiosa in Spagna.
Il Beato Giovanni Maria della Croce è venerato come sacerdote dehoniano e martire. La sua memoria ricorre il 23 agosto.