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Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi

Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi
Nome: Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi
Titolo: Vescovo e martire
Nascita: 1125, Cremona
Morte: 16 marzo 1181, Vicenza
Ricorrenza: 16 marzo
Tipologia: Commemorazione




Giovanni Sordi vide la luce in Cremona nell'anno 1125. Suo padre si chiamava Evangelista e la madre Beata dei Persici, ambedue appartenenti a due cospicue famiglie della città. Orbato del genitore, mentre era ancora bambino, la madre si rimaritò ad Adamo Cacciafronte e perciò Giovanni, oltre al cognome di Sordi, ebbe anche quello di Cacciafronte. Quantunque si abbiano poche notizie della fanciullezza del nostro Santo, tuttavia è facile raccogliere dai processi della sua beatificazione, che egli fin da giovinetto fu amantissimo degli studi, obbediente ai suoi genitori, pio e casto, un vero modello della gioventù del suo tempo.

A quindici anni vestì l'abito di S. Benedetto nel monastero di S. Lorenzo a Cremona, dove crebbe in sì grande stima di sapienza e di pietà, che a soli 34 anni venne eletto dapprima Abate del monastero di S. Vittore e, dopo un triennio dello stesso convento di S. Lorenzo. Essendo scoppiato in quel tcmpo un grave scisma, S. Giovanni si oppose con tanta costanza ai nemici della Chiesa, che potè salvare Cremona c mantenerla fedele al Sommo Pontefice: fu, per questo, mandato in esilio e in mille modi angustiato e perseguitato: ma egli tutto soffrì con gioia per la causa della fede. Il papa Alessandro III lo creò Vescovo, nominandolo amministratore della diocesi di Mantova al posto di quel Vescovo, di nome Graziodoro, che era stato scacciato dalla sua sede, perchè favoreggiatore dello scisma. S. Giovanni adempì l'incarico con tanta perfezione, che da tutti fu giudicato Vescovo vigilantissimo e Pastore ottimo.

Frattanto il Vescovo Graziodoro, pentito e riconciliato colla Chiesa, venne rimesso nella sua sede di Mantova, mentre S. Giovanni fu chiesto al papa, come Vescovo di Vicenza, dove la sede era vacante per la morte di Ariberto. Papa Alessandro III esaudì le preghiere dei Vicentini e il nostro santo fu accolto da loro con solenni feste nella città di Vicenza, che egli governò con ammirabile santità. Fin dagli esordi del suo spirituale governo diede opera solerte alla riforma del Clero, la cui vita non rispondeva bene alla santità ed all'eccellenza dello stato sacerdotale. Perseguitò il vizio perfino nelle più cupe latebre e, snidandolo dalle sue tane, riuscì con sommo gaudio di tutti a sostituirlo con le più splendide virtù. E vi riuscì, usando tale dolcezza di parole:e affabilità di maniere da piegare ai suoi voleri i cuori più ribelli e ostinati. In poco tempo la città di Vicenza fu tutta trasformata e si può dire che, quasi risvegliata da un lungo sonno per le sollecitudini del suo Vescovo, più non riconosceva se stessa. Tante benemerenze accoppiate ad uno zelo instancabile nel difendere la libertà e i diritti della ,Chiesa, pori bastarono a sottrarlo all'odio dei malvagi. Un .suo vassallo da lui giustamente privato di certo feudo concepì l'esecrando disegno di ucciderlo a tradimento. Infatti mentre il santo prelato si recava ad osservare, come era suo costume 'di ogni giorno, i lavori di una fabbrica, .ch'egli stesso faceva costruire ad uso delle. scuole teologiche, , di fronte alla porta laterale del duomo, il 13 marzo, venne trafitto proditoriamente nel petto. Il Santo Vescovo ,al fiero colpo sopravisse soltanto il tempo necessario perchè potesse dare ancora, una prova del, suo eroismo, concedendo il più ampio perdono ai suoi nemici.. Aveva 56 anni ed era stato vescovo di Vicenza cinque anni.

La preziosa sua, salma venne tosto sepolta in una urna marmorea nel coro della cattedrale, poscia nel 1441 fu trasportata nella cappella detta dell'Incoronata, dove riposa sotto l'altare. Grande venerazione ebbe sempre il popolo ,vicentino pel suo santo. vescovo: , ed a far pago il suo vivo desiderio, Leone XII elevò S. Giovanni Sordi alla gloria dei beati, approvandone il alito, e confermandolo:, inoltre ne concedette la Messa e l'Ufficio proprio alla diocesi, di Vicenza, di Cremona e di Mantova, nonché a tutto l'Ordine dei Benedettini.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Vicenza, beato Giovanni Sordi o Cacciafronte, vescovo e martire, che, dapprima abate, fu condannato all’esilio per la sua fedeltà al papa; eletto poi vescovo di Mantova e trasferito infine alla sede di Vicenza, morì per la libertà della Chiesa trafitto con la spada da un sicario.

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