Il beato Giovanni Antonio Burró Más nacque a Barcellona, in Spagna, il 28 giugno 1914, in una famiglia di origini aragonesi. I suoi genitori erano Antonio Burró Gayán e Micaela Más Vicarilla, persone di umili condizioni economiche, ma caratterizzate da una fede profonda e da una condotta onesta. Fu battezzato il 5 luglio dello stesso anno nella parrocchia di Nostra Signora degli Angeli e ricevette il nome di Juan Antonio.
Rimasto orfano di madre quando era ancora molto piccolo, venne accolto insieme a uno dei suoi fratelli nell'ospizio San Giovanni di Dio di Barcellona, gestito dai religiosi dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, conosciuti anche come Fatebenefratelli. Qui trascorse gli anni della sua infanzia, distinguendosi per la buona condotta, la disponibilità e il carattere generoso.
All'età di quattordici anni, manifestando il desiderio di consacrare la propria vita al servizio di Dio e dei malati, fu ammesso alla Scuola Apostolica dell'Ordine a Ciempozuelos, vicino a Madrid. Vi rimase per quattro anni, dedicandosi agli studi e alla formazione spirituale. In questo ambiente maturò definitivamente la vocazione religiosa e ospedaliera.
Il 7 dicembre 1931 iniziò il noviziato canonico, assumendo il nome religioso di fra Giovanni Antonio. Sentendo il bisogno di approfondire ulteriormente la propria formazione spirituale, chiese ai superiori di poter prolungare il periodo di noviziato. La richiesta venne accolta e il giovane religioso continuò il suo cammino con grande impegno e dedizione.
Il 3 giugno 1933 emise la professione dei voti temporanei, consacrandosi ufficialmente alla vita religiosa nell'Ordine di San Giovanni di Dio. Il 24 luglio 1934 venne assegnato alla comunità di Sant Boi de Llobregat. Successivamente tornò a Ciempozuelos, dove fu destinato alla clinica psichiatrica militare annessa al sanatorio, per svolgere il servizio militare come soldato sanitario.
Nel luglio 1936, con lo scoppio della guerra civile spagnola e l'intensificarsi della persecuzione religiosa, la sua situazione divenne sempre più pericolosa. Per proteggerlo dai rischi legati alla sua appartenenza religiosa, venne trasferito all'ospedale militare di Carabanchel e successivamente all'ospedale numero 1 di Madrid, in via Barceló.
Anche in questi difficili frangenti continuò a svolgere il proprio servizio con grande responsabilità. Si distingueva per la laboriosità, la fedeltà alle disposizioni dei medici e soprattutto per l'attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti dei malati. Il suo comportamento era quello di un autentico religioso ospedaliero, sempre pronto a mettersi al servizio degli altri.
Alcuni miliziani presenti nell'ospedale, tuttavia, scoprirono che era un religioso dell'Ordine di San Giovanni di Dio e cominciarono a considerarlo un nemico a causa della sua fede. Nonostante fosse consapevole del pericolo, fra Giovanni Antonio non rinnegò mai la propria consacrazione. Nei momenti di preghiera affidava la sua vita a Dio, accettando con serenità anche la possibilità del martirio.
Il 5 novembre 1936 alcuni suoi compagni lo invitarono a uscire dall'ospedale per prendere un caffè. Dopo aver inizialmente rifiutato altre proposte simili, questa volta accettò per non apparire scortese. Appena lasciò l'edificio, però, venne consegnato ai miliziani che lo stavano aspettando. Fu arrestato e fucilato a Madrid, mentre proclamava la propria fedeltà a Cristo Re. Aveva soltanto 22 anni e cinque anni di vita religiosa.
La sua morte fu riconosciuta come martirio durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola. La causa di beatificazione venne avviata presso la Curia diocesana di Madrid nel 1952 e il riconoscimento del martirio fu approvato dalla Santa Sede il 14 maggio 1991.
Il 25 ottobre 1992, Giovanni Paolo II lo proclamò beato a Roma insieme ad altri 70 religiosi dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, uccisi durante la persecuzione religiosa in Spagna. La sua memoria liturgica viene celebrata il 5 novembre, mentre è ricordato anche il 30 luglio insieme ai martiri dell'ospitalità.