Sant'Edmondo Arrowsmith, sacerdote gesuita e martire, nacque nel 1585 a Haydock, nel Lancashire, in Inghilterra. Al battesimo ricevette il nome di Brian, ma in seguito adottò quello di Edmund, probabilmente dopo la Cresima. La sua famiglia era profondamente cattolica e visse in un periodo in cui i fedeli che rifiutavano di aderire alla Chiesa anglicana erano sottoposti a multe, discriminazioni e persecuzioni.
Anche i suoi genitori subirono conseguenze per la loro fedeltà alla fede cattolica e per aver ospitato sacerdoti. Fin da giovane Edmondo ricevette una formazione cristiana molto intensa e, non potendo prepararsi al sacerdozio in Inghilterra, si recò sul continente per proseguire gli studi.
Edmondo studiò per il sacerdozio a Douai, importante centro di formazione per i giovani cattolici inglesi costretti a lasciare la patria. Fu ordinato sacerdote nel 1612 e l'anno successivo tornò clandestinamente in Inghilterra.
Per circa quindici anni svolse il proprio ministero soprattutto nel Lancashire, celebrando la Messa, amministrando i sacramenti e assistendo le comunità cattoliche che vivevano in condizioni difficili. La sua attività missionaria era considerata illegale dalle autorità inglesi e lo esponeva continuamente al rischio dell'arresto.
Dopo alcuni anni di attività sacerdotale, Edmondo maturò il desiderio di entrare nella Compagnia di Gesù. Fu arrestato una prima volta e imprigionato nel castello di Lancaster, ma venne successivamente liberato.
Nel 1623 entrò ufficialmente tra i Gesuiti e riprese quasi subito la missione nel Lancashire. Continuò a esercitare il ministero in segreto, visitando i cattolici e sostenendo una rete di famiglie che custodivano e proteggevano la fede tradizionale.
Nel 1628 Sant'Edmondo fu nuovamente arrestato. Secondo la tradizione, la denuncia ebbe origine da un giovane che il sacerdote aveva cercato di dissuadere da un matrimonio considerato gravemente irregolare.
Fu processato a Lancaster e riconosciuto colpevole principalmente di essere un sacerdote cattolico e un gesuita attivo in Inghilterra. In base alle leggi allora vigenti, l'esercizio clandestino del ministero sacerdotale poteva essere considerato un atto di tradimento contro la Corona.
Il 28 agosto 1628 Edmondo Arrowsmith fu condotto al luogo dell'esecuzione a Lancaster. Secondo le testimonianze contemporanee, accolse la condanna con fede e serenità, pregando per coloro che stavano per assistere alla sua morte e perdonando i propri persecutori.
Fu impiccato e successivamente sottoposto alla pena dello hanged, drawn and quartered, prevista allora per i condannati per alto tradimento. Morì a circa quarantatré anni, dopo aver dedicato gran parte della sua vita al servizio clandestino dei cattolici inglesi.
Una delle reliquie più note legate a Sant'Edmondo Arrowsmith è la sua mano destra, conservata e venerata dalla tradizione cattolica inglese. La reliquia è oggi custodita nella chiesa dei Santi Osvaldo ed Edmondo Arrowsmith ad Ashton-in-Makerfield, nel Lancashire, dove il Santo continua a essere oggetto di particolare devozione.
Sant'Edmondo Arrowsmith fu beatificato da Papa Pio XI il 15 dicembre 1929. Successivamente, il 25 ottobre 1970, San Paolo VI lo proclamò santo insieme agli altri membri del gruppo dei Quaranta Martiri d'Inghilterra e del Galles.
Questi martiri, appartenenti a diversi stati di vita — sacerdoti, religiosi e laici — furono riconosciuti dalla Chiesa per la loro testimonianza durante le persecuzioni che colpirono i cattolici inglesi e gallesi tra il XVI e il XVII secolo.
La memoria liturgica di Sant'Edmondo Arrowsmith ricorre il 28 agosto, anniversario del suo martirio. È venerato come sacerdote gesuita e martire e rappresenta una delle figure più significative della resistenza cattolica inglese durante il periodo della Riforma.
La sua vita rimane una testimonianza di fedeltà al sacerdozio, coraggio nella persecuzione e dedizione pastorale: per molti anni continuò infatti a esercitare clandestinamente il proprio ministero, fino a offrire la vita per la fede che aveva scelto di servire.