Il Beato Giacomo Papocchi da Montieri nacque nel 1213 a Montieri, nell'attuale provincia di Grosseto, in Toscana. Da giovane lavorò come minatore nelle ricche miniere d'argento del suo paese, allora appartenenti ai vescovi di Volterra. La sua giovinezza fu segnata da un episodio drammatico: accusato insieme ad altri di aver rubato argento dalle fonderie locali, fu condannato, secondo la severa giustizia del tempo, all'amputazione della mano destra e del piede sinistro, una pena che lo rese permanentemente invalido.
Quella terribile prova cambiò profondamente la sua vita. Pentito e desideroso di consacrarsi interamente a Dio, chiese al vescovo il permesso di vivere da eremita "murato", cioè rinchiuso volontariamente in una piccola cella costruita accanto alla chiesa di San Giacomo Apostolo di Montieri, sotto la guida spirituale dei monaci dell'abbazia di San Galgano. In quella povera cella trascorse quarantasei anni in preghiera, penitenza e contemplazione, senza più tornare alla vita ordinaria.
La tradizione racconta che durante la sua lunga reclusione fu favorito da numerose esperienze mistiche. Si narra che riuscisse a vedere miracolosamente il sacerdote celebrare la Messa attraverso il muro che separava la sua cella dalla chiesa e che, durante una violenta nevicata che impedì al sacerdote di raggiungerlo, Cristo stesso gli apparve per donargli la Santa Comunione. Questi episodi contribuirono rapidamente alla sua fama di santità e attirarono numerosi fedeli, che chiedevano le sue preghiere e la sua intercessione.
Morì il 28 dicembre 1289, venerato già in vita come uomo di Dio. Il suo culto si diffuse immediatamente tra il popolo di Montieri e della Toscana. Dopo secoli di devozione ininterrotta, Papa Pio VI, nel 1798, ne confermò ufficialmente il culto. Oggi il suo corpo è custodito nella chiesa dei Santi Paolo e Michele a Montieri, dove continua a essere meta di pellegrinaggi e di particolare venerazione. La sua memoria liturgica ricorre il 27 luglio, mentre a Montieri viene ricordato anche il 28 dicembre, anniversario della morte.
Il Beato Giacomo Papocchi è raffigurato quasi sempre come eremita, con un abito semplice e penitente. L'attributo iconografico più caratteristico è la piccola cella murata nella quale trascorse gran parte della sua vita. In alcune opere è rappresentato mentre Cristo gli porge miracolosamente l'Eucaristia, richiamando l'episodio più celebre della sua vita mistica; in altre appare in preghiera davanti a un crocifisso, con il teschio e il libro come simboli della penitenza e della meditazione. Talvolta sono visibili anche la mano e il piede mutilati, memoria della condanna che segnò l'inizio del suo cammino di conversione.