Giacomo Retouret nacque il 15 settembre 1746 a Limoges, in Francia, da una famiglia di commercianti. Fin da giovane si distinse per il carattere serio, la modestia e l'amore per lo studio.
Ricevette la sua prima formazione presso il collegio dei Gesuiti di Limoges. I religiosi, colpiti dalle sue qualità, avrebbero desiderato accoglierlo nel loro ordine, ma Giacomo scelse invece di entrare nell'Ordine dei Carmelitani.
A soli quindici anni entrò nel convento carmelitano di Limoges. Dopo il periodo di formazione religiosa proseguì gli studi di filosofia e teologia e fu quindi ordinato sacerdote.
Padre Giacomo svolse il proprio ministero come sacerdote e predicatore, guadagnandosi la stima dei fedeli per la serietà e il fervore con cui annunciava il Vangelo. Predicò in diverse città francesi, tra cui Limoges, Albi e Tolosa.
La sua salute, tuttavia, fu sempre fragile e gli impedì talvolta di sostenere il ritmo delle numerose attività pastorali. Nonostante le difficoltà fisiche, continuò a dedicarsi al ministero sacerdotale e alla vita religiosa.
Con lo scoppio della Rivoluzione francese, la situazione della Chiesa in Francia cambiò radicalmente. Nel 1790 venne approvata la Costituzione civile del clero, che imponeva ai sacerdoti un giuramento di fedeltà alle nuove disposizioni rivoluzionarie.
Giacomo Retouret rifiutò di aderire a quanto veniva richiesto al clero. In seguito prestò il giuramento di «Liberté-Égalité», ma, compresa la gravità della propria scelta, si ritrattò pubblicamente. Questa decisione lo rese nuovamente sospetto alle autorità rivoluzionarie e segnò l'inizio della sua persecuzione.
Arrestato durante la Rivoluzione, fu condannato alla deportazione oltre i confini della Francia. La destinazione prevista era la Guyana francese, ma la situazione militare impedì alle navi di lasciare il porto.
Nel 1794 venne quindi condotto a Rochefort e rinchiuso insieme a numerosi sacerdoti e religiosi sulle navi-prigione ancorate nella rada. Giacomo Retouret fu imbarcato sulla nave Deux-Associés.
Le condizioni di vita sulle navi-prigione erano durissime. I detenuti soffrivano il sovraffollamento, la fame, le malattie e il freddo, senza poter ricevere un'adeguata assistenza.
Giacomo, già provato dalla salute precaria, soffrì particolarmente per il freddo e per le privazioni. Il Martirologio Romano ricorda che, lasciato quasi senza vestiti, morì durante la notte a causa delle terribili condizioni della prigionia.
Giacomo Retouret morì il 26 agosto 1794, a quarantasette anni. Il suo corpo venne sepolto sull'Île Madame, nei pressi di Rochefort, dove furono deposti anche molti altri sacerdoti e religiosi morti durante la deportazione.
La sua morte si inserisce nella tragica vicenda dei martiri dei pontoni di Rochefort, sacerdoti e religiosi che persero la vita sulle navi-prigione durante la persecuzione religiosa della Rivoluzione francese.
Giacomo Retouret fu riconosciuto dalla Chiesa come martire della fede insieme ad altri sacerdoti e religiosi morti durante la deportazione a Rochefort.
Il 1º ottobre 1995, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme a sessantatré compagni, conosciuti complessivamente come i Beati Martiri dei pontoni di Rochefort.
Il Beato Giacomo Retouret è venerato come sacerdote carmelitano e martire. La sua memoria ricorre il 26 agosto.