Il Beato Giacomo Filippo Bertoni nacque nel 1454 a Celle di Faenza, in Romagna, da una famiglia povera e profondamente cristiana. Al battesimo ricevette il nome di Andrea. Fin da bambino mostrò una grande devozione verso Dio, frequentando assiduamente le chiese della sua città e partecipando con fervore alla Santa Messa.
Ancora giovanissimo entrò nell’Ordine dei Servi di Maria nel convento di Faenza. Vestendo l’abito religioso assunse il nome di Giacomo Filippo. Dopo gli studi teologici e filosofici venne ordinato sacerdote e svolse vari incarichi all’interno della comunità religiosa, distinguendosi per umiltà, obbedienza e spirito di servizio.
Il Beato Giacomo Filippo conduceva una vita di grande austerità e penitenza. Digiunava frequentemente, si accontentava di cibi poverissimi e trascorreva lunghe ore nella preghiera e nella meditazione. I suoi contemporanei raccontavano che il suo volto appariva molto magro e segnato dalle penitenze, segno della vita rigorosa che conduceva.
Era conosciuto per la sua dolcezza e per la sua carità verso tutti. Parlava poco, evitava ogni forma di vanità e cercava sempre la pace con i confratelli. Numerose persone si rivolgevano a lui per consigli spirituali e conforto.
Secondo la tradizione gli furono attribuiti anche alcuni eventi prodigiosi. Uno dei più noti riguarda la guarigione miracolosa del suo primo biografo, Niccolò Borghese, che dopo aver ricevuto il suo aiuto spirituale riacquistò la salute e decise poi di scriverne la vita.
Negli ultimi anni della sua esistenza fu colpito dalla tisi. Il giorno prima della morte volle visitare personalmente tutti i confratelli del convento, chiedendo umilmente perdono e domandando preghiere per la sua anima. Morì il 25 maggio 1483 mentre stringeva un crocifisso e recitava le preghiere dell’Ufficio Divino.
Subito dopo la sua morte iniziò una forte devozione popolare nei suoi confronti. Il suo corpo venne venerato nella chiesa dei Servi di Faenza e successivamente trasferito nella cattedrale cittadina dopo i danni subiti dalla chiesa durante la seconda guerra mondiale.
Papa Clemente XIII confermò ufficialmente il suo culto il 22 luglio 1761 proclamandolo beato. L’anno seguente il consiglio cittadino di Faenza lo annoverò tra i patroni della città.
La Chiesa ricorda il Beato Giacomo Filippo Bertoni come esempio di purezza, umiltà, penitenza e amore totale verso Dio.