San Pietro Nguyễn Bá Tuần nacque intorno al 1766 nel villaggio di Cổ Ra, nell'attuale Vietnam, in una famiglia profondamente cristiana. Fin da giovane ricevette un'educazione fondata sulla fede cattolica e maturò il desiderio di dedicare la propria vita al servizio della Chiesa.
Entrò in seminario e, dopo il percorso di formazione, fu ordinato sacerdote. Come parroco si dedicò con grande zelo all'evangelizzazione, all'amministrazione dei sacramenti e alla formazione dei fedeli, distinguendosi per la sua semplicità, la sua vita di preghiera e la sua instancabile carità verso i poveri.
Durante il regno dell'imperatore Minh Mạng si intensificarono le persecuzioni contro i cristiani. Le autorità imperiali vietarono la pratica della religione cattolica e ordinarono l'arresto dei missionari e dei sacerdoti vietnamiti. Pur consapevole del grave pericolo, padre Pietro continuò a esercitare il suo ministero in clandestinità, sostenendo le comunità cristiane e incoraggiando i fedeli a rimanere saldi nella fede.
Scoperto e arrestato nel 1838, fu condotto davanti ai giudici e sottoposto a ripetuti interrogatori. Gli venne imposto di rinnegare Cristo e di calpestare la croce, ma rifiutò con fermezza, professando la propria fedeltà al Vangelo.
Dopo aver sopportato il carcere e numerose sofferenze, fu condannato a morte. Il 15 luglio 1838 venne decapitato, offrendo la propria vita come suprema testimonianza di fede.
Papa Leone XIII lo proclamò beato il 27 maggio 1900. Successivamente, San Giovanni Paolo II lo canonizzò il 19 giugno 1988 insieme ad altri 116 Martiri del Vietnam, riconoscendo il loro eroico sacrificio per Cristo.