San Pietro Vincioli, conosciuto anche come San Pietro da Perugia, nacque a Perugia intorno al 970 in una nobile famiglia della città. Fin dalla giovinezza mostrò una profonda inclinazione alla vita spirituale, scegliendo di dedicarsi alla preghiera, alla penitenza e al servizio di Dio.
Dopo essere stato ordinato sacerdote, decise di abbracciare la vita monastica secondo la Regola di San Benedetto. Desideroso di rinnovare la disciplina religiosa, fondò a Perugia il monastero di San Pietro, destinato a diventare uno dei più importanti centri monastici dell'Italia centrale. Ne fu il primo abate e guidò la comunità con saggezza, umiltà e grande spirito di carità.
San Pietro si distinse per l'austerità della sua vita e per l'amore verso i poveri. Promosse una rigorosa osservanza della regola benedettina, incoraggiando i monaci alla preghiera, al lavoro e allo studio delle Sacre Scritture. La sua fama di santità si diffuse rapidamente, attirando numerosi giovani desiderosi di seguire la vita monastica.
La tradizione gli attribuisce anche diversi miracoli, sia durante la sua vita sia dopo la morte. Molti fedeli ricorrevano alla sua intercessione, riconoscendolo come un uomo profondamente unito a Dio e capace di confortare quanti si trovavano nella sofferenza.
Morì il 9 luglio 1007 nel monastero da lui fondato. Il suo corpo venne sepolto nella chiesa abbaziale di San Pietro a Perugia, dove ancora oggi è custodito e venerato.
Nel corso dei secoli il culto di San Pietro Vincioli è rimasto vivo soprattutto nella città di Perugia, che lo considera uno dei suoi santi più illustri. La sua testimonianza continua a ricordare il valore della vita monastica vissuta nella fedeltà al Vangelo, nella preghiera e nel servizio fraterno.
La memoria liturgica di San Pietro Vincioli si celebra il 9 luglio.