Il Beato Carlo López Vidal nacque il 15 novembre 1894 a Gandía, nella provincia di Valencia, in Spagna, in una famiglia profondamente cristiana. Fin da giovane si distinse per la sua intensa vita di fede, partecipando attivamente alle iniziative parrocchiali e dedicandosi con generosità al servizio della Chiesa. Studiò presso i Padri Scolopi della sua città e, ancora ragazzo, entrò a far parte delle associazioni mariane e di apostolato.
Lavorò come sagrestano della Collegiata di Gandía, incarico che svolse con grande dedizione e spirito di servizio. Nel 1923 sposò Rosa Tarazona Ribanocha. La loro unione, pur senza figli, fu caratterizzata da una profonda spiritualità e da un costante impegno cristiano. Carlo era conosciuto per la sua vita di preghiera, la partecipazione quotidiana all'Eucaristia e la disponibilità verso i poveri e i bisognosi. Quando la persecuzione religiosa costrinse molte religiose ad abbandonare i conventi, egli offrì loro rifugio e sostegno.
Durante la persecuzione religiosa della Guerra Civile Spagnola, Carlo fu preso di mira per la sua appartenenza all'Azione Cattolica e per la sua pubblica testimonianza di fede. Arrestato il 6 agosto 1936, venne condotto nella cava della Pedrera di Gandía, dove fu fucilato. Secondo le testimonianze, affrontò il martirio proclamando con coraggio: «Viva Cristo Re!». Aveva 41 anni.
La Chiesa riconobbe il suo sacrificio come autentica testimonianza di fedeltà a Cristo. San Giovanni Paolo II lo proclamò Beato l'11 marzo 2001, insieme ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. La sua memoria liturgica ricorre il 6 agosto, giorno del suo martirio.