Novena a San Vincenzo de' Paoli

San Vincenzo de' Paoli
autore: Pietro Gagliardi anno: XIX sec. titolo: S. Vincenzo de Paoli presta assistenza agli orfanelli
Nome: San Vincenzo de' Paoli
Titolo: Sacerdote e fondatore
Nome di battesimo: Vincent de Paul
Nascita: 24 aprile 1581, Puy, Francia
Morte: 27 settembre 1660, Parigi, Francia
Ricorrenza: 27 settembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Memoria liturgica
Beatificazione:
21 agosto 1729, Roma, papa Benedetto XIII
Canonizzazione:
16 giugno 1737, Roma, papa Clemente XII


Novena a San Vincenzo de Paoli

periodo:
dal 18 al 26 settembre

I. Ammirabile s. Vincenzo, che, malgrado i vostri meravigliosi progressi nello studio o nella pietà, per cui, se ancora studente vi venne affidata l’altrui istruzione, ancor giovinetto eravate additato come modello dei più perfetti, aveste sempre un sentimento così basso del vostro merito da non ascendere ai sacri Ordini che per principio di obbedienza; per quella eroica rassegnazione con cui nei primi anni del vostro sacerdozio, aggresso, ferito, imprigionato, e per tre volte venduto, sosteneste tutti i disagi della schiavitù la più dura, ora fra le barche di un pescatore, ora fra i fornelli di un farmacista, ora nell’impuro deserto di un rinnegato cristiano, o per quella edificazione che voi desto a diversi vostri padroni, giungendo fino a convertirli l’uno dal maomettismo e l’altro dall’apostasia, impetrate a noi tutti la grazia di tanto più crescere nella virtù, quanto più ci avanziamo negli anni, o di aver sempre il concetto più basso di noi medesimi, onde non lagnarci giammai dei torti a noi fatti dai nostri prossimi, anzi di sempre più edificarli con la nostra rassegnazione, quanto più essi ci andassero travagliando con le loro ingiuste persecuzioni.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

II. Ammirabile s. Vincenzo, che intenerito alla vista dei mali orrendi ond’erano desolati tutti i vostri connazionali, ridotti a tanta miseria da mangiare la terra dei campi, rosicchiare la scorza degli alberi, divorare gli stracci che li coprivano, e poi disotterrare i cadaveri per triturarne le ossa e farne pane, procuraste con tanta efficacia il loro sollievo da sostentare con le vostre elemosine, non solo più di trenta città, duecento paesi nel Bearneso, nella Lorena, nella Piccardia, e nella Sciampagna, ma ancora la stessa metropoli del vostro regno, provvedendo di nutrici e di madri i bambini abbandonati lungo le vie, sottraendo alle miserie od ai pericoli più dì novecento fanciulle esposto alla militare licenza ed ai vizi che sono proprii dell’oziosità mendicante,più di quarantamila accattoni vagabondi per le vie di Parigi, oltre il dispensare della vostra casa venticinquemila braccia di panno per ricoprire gli ignudi, e quindicimila refezioni ogni giorno per satollare gli affamati, mentre voi, fatto arbitro delle reali ricchezze in qualità di elemosiniere generale, vi contentaste d’orzo e di biada pel vostro ordinario sostentamento, degnatevi di riguardare con occhio di compassione i tanti urgenti bisogni della nostr’anima, e di perorare per modo la di lei causa appresso Dio, da farla ricca di grazie ed abbondante di meriti, onde assicurarci il possesso della felicità sempiterna.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

III. Ammirabile s. Vincenzo, che non contento di adoperarvi per cinquanta e più affili al sollievo e alla santificazione dei fanciulli, dei vecchi, degli ammalati e fin dei prigionieri i più delinquenti, dispensando loro immensi sussidi pei corporali bisogni, e istituendo confraternite destinate a porgerli loro perpetuamente, soccorreste a guisa di apostolo i più abbandonati paesi, onde erudirli con le missioni nella scienza divina della salute, mentre più di ottocento persone in ogni anno si raccoglievano d’intorno a voi in spirituale ritiro nella celebre casa di s. Lazzaro; e risoluto di estendere a tutti i luoghi e a tutti i tempi così insigni beneficenze, trasfondeste il vostro spirito in un numero infinito di sacerdoti e di vergini che tutto giorno rinnovando in ogni parte del mondo i prodigi della vostra carità, raccogliendo abbandonati, assistendo infermi, istruendo ignoranti, evangelizzando poveri, convertendo peccatori, e spargendo dappertutto il buon odore di Cristo, impetrate a noi tutti la grazia di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute così temporale come spirituale di tutti i nostri fratelli, onde assicurarci quella gloria particolare che è promossa ai più distinti campioni della virtù la più bella, qual è la evangelica carità.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

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