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San Gregorio III

San Gregorio III
Nome: San Gregorio III
Titolo: Papa
Nascita: 690 circa, Siria
Morte: 741, Roma
Ricorrenza: 10 dicembre
Tipologia: Commemorazione




Tra gli ecclesiastici presenti alle esequie di papa Gregorio II (11 feb.) nel 731, vi era il cardinale della basilica di S. Marco, un sacerdote siriano così noto per la santità, erudizione e capacità, che il popolo acclamante lo portò spontaneamente in processione e lo elesse come successore alla sede vacante: divenne papa con il nome di Gregorio III.

Fu l'ultimo papa a ricevere la conferma dell'elezione dall'esarca di Ravenna in nome dell'imperatore bizantino, ma né questa ratificazione, né la sua origine siriana fu sufficiente a evitare il conflitto con l'imperatore bizantino Leone III Isaurico. Mentre la pressione islamica aumentava in Asia Minore, i rapporti tra Roma e Costantinopoli erano diventati critici.

Un motivo di conflitto era la varietà d'immagini e statue e il significato a loro attribuito. Nella Chiesa orientale le raffigurazioni erano più prolifiche, più simboliche, e spesso assomigliavano ed erano confuse con immagini orientali o greche classiche; le immagini o le statue stesse tendevano a diventare oggetti di culto. Per eliminare questa religione fatta di associazioni e superstizioni non cristiane (e forse influenzati dal fatto che l'islam proibiva l'esistenza di raffigurazioni pittoriche) gli iconoclasti di Costantinopoli cominciarono ad attaccare l'Iconodulia, ovvero "idolatria cristiana".

Leone l'Isaurico era un comandante dell'esercito che aveva conquistato il potere a Costantinopoli dopo aver difeso la città contro un attacco degli arabi. Nelle mani filistee dei suoi comandanti militari, l'iconoclastia diventò persecuzione. Secondo Teofano, le scuole d'arte e teologia a Costantinopoli furono chiuse, s'iniziò a bruciare i libri, a distruggere immagini e statue. Nel 726 l'immagine di Cristo sulla porta del palazzo imperiale a Costantinopoli, molto venerata dal popolo cittadino, fu demolita da un gruppo di operai e soldati. Vi furono degli scontri, con probabile spargimento di sangue, sebbene la storia non documentata di Giorgio il Monaco, che descrive l'uccisione dei professori sul rogo, sia probabilmente un racconto partigiano. Nel 730, Leone proibì la venerazione di tutte le immagini sacre.

A Roma, dove la tradizione artistica era assai differente, questi sviluppi vennero visti con grande allarme; papa Gregorio mandò un sacerdote con un messaggio di protesta all'imperatore, ma il religioso fu fermato e ritornò indietro senza aver consegnato il messaggio. Successivamente furono inviati altri messi, che però furono intercettati dagli ufficiali dell'imperatore ed esiliati. Gregorio allora convocò un sinodo a Roma, dove vescovi, clero e nobiltà approvarono la scomunica di chiunque condannasse il culto delle immagini o le distruggesse. L'imperatore, oltraggiato, decise di usare la forza: mandò una flotta armata per catturare il papa e portarlo a Costantinopoli. Le navi naufragarono in una tempesta, perciò l'imperatore decise di fare altrimenti: sequestrò i patrimoni pontifici in Calabria e Sicilia, e sottopose alla giurisdizione del patriarca di Costantinopoli l'Illirico orientale.

Questo era un grave attacco a livello finanziario per il papato, e il primo grande passo verso lo scisma che allontanò Roma e Costantinopoli. L'esarca aveva regalato a Gregorio sei magnifiche colonne d'onice, che il papa aveva fatto collocare davanti all'altare sulla tomba di San Pietro, con immagini di Cristo e i santi, e lampade ardenti intorno (una protesta silenziosa contro l'iconoclastia). Cinque colonne si trovano ancora in San Pietro, una è andata perduta. Gregorio fece ricostruire e decorare un certo numero di chiese e abbellì Roma con immagini magnificenti, per porre l'accento sulla sua opposizione all'imperatore bizantino. Fece edificare un oratorio in San Pietro e ordinò di recitare orazioni speciali: si possono ancora osservare alcuni frammenti di iscrizioni, nella cripta della basilica Vaticana.

L'autore del Liber Pontificalis, che concerneva principalmente le pratiche e il culto liturgico a Roma, offre pochi particolari delle altre questioni di cui s'occupò papa Gregorio. Visto che aveva perso potere in Oriente, Gregorio rivolse l'attenzione all'attività missionaria e all'organizzazione della Chiesa in Occidente. Nominò S. Bonifacio (5 giu.) arcivescovo di Germania e appoggiò pienamente il suo operato, mandando il monaco inglese S. Villibaldo (7 giu.) ad assisterlo.

Una decisione con conseguenze meno felici fu la nomina di Egberto all'arcivescovado di York nel 735. 11 papa gli conferì diritti sull'Inghilterra settentrionale equivalenti a quelli dell'arcivescovo di Canterbury sul meridione, ma quando Tatvino di Canterbury gli fece visita, lo nominò vicario per l'intera Inghilterra, gettando così le basi del lungo conflitto tra le due province inglesi che raggiunse il culmine con il martirio di Tommaso Becket (29 dic.) nel 1170.

Poco prima della sua morte, i Longobardi minacciarono Roma, e papa Gregorio inviò un famoso appello a Carlo Martello e ai franchi occidentali piuttosto che all'imperatore d'Oriente, ma il 22 ottobre 741 Carlo Martello morì, e Gregorio lo seguì solo qualche settimana più tardi, il 10 dicembre. Secondo quanto si afferma nel Libar Pontificalis, «era un uomo profondamente umile e saggio. Conosceva bene la Sacra Scrittura e i salmi a memoria. Era un predicatore corretto ed efficace, abile sia nel latino sia nel greco, e fermo sostenitore della fede cattolica: amava la povertà e i poveri, proteggeva vedove e orfani, era amico di monaci e monache».

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma presso san Pietro, san Gregorio III, papa, che si adoperò per la predicazione del Vangelo ai Germani e contro gli iconoclasti ornò le chiese dell’Urbe di sacre immagini.

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