Francesco Monzón Romeo, in spagnolo Francisco Monzón Romeo, nacque il 29 marzo 1912 a Híjar, nella provincia di Teruel, in Spagna, in una famiglia profondamente cristiana. Fin da ragazzo manifestò il desiderio di consacrarsi a Dio e di entrare nell'Ordine dei Predicatori.
Ancora adolescente entrò nella Scuola Apostolica dei Domenicani di Calanda. Proseguì quindi il proprio cammino religioso e il 3 ottobre 1928 vestì l'abito dell'Ordine dei Predicatori a Valencia. Dopo il noviziato iniziò gli studi filosofici e teologici, prima a Valencia e successivamente a Salamanca.
Francesco fu ordinato sacerdote il 3 maggio 1936, quando aveva soltanto ventiquattro anni. Era quindi all'inizio del proprio ministero sacerdotale e coltivava un forte ideale apostolico e missionario, desideroso di dedicare la propria vita alla predicazione del Vangelo e al servizio delle anime.
La sua vita sacerdotale, tuttavia, sarebbe durata solo pochi mesi. Nell'estate del 1936, mentre si trovava in vacanza presso la famiglia a Híjar, fu sorpreso dagli eventi che seguirono lo scoppio della Guerra civile spagnola e dall'intensificarsi della persecuzione contro sacerdoti e religiosi.
Per sfuggire alla cattura, padre Francesco fu costretto a nascondersi e a trascorrere diversi giorni vagando nelle campagne attorno al suo paese. La famiglia cercò di assisterlo durante questo periodo di clandestinità; secondo le testimonianze tramandate, il fratello Miguel gli portava quotidianamente del cibo e del latte. Padre Francesco trascorreva gran parte del tempo nella preghiera, affrontando la situazione con pazienza e senza rinunciare alla propria fede.
Il 24 agosto 1936 alcuni miliziani si presentarono nella casa della famiglia Monzón cercando il giovane sacerdote e minacciando la madre affinché rivelasse il suo nascondiglio. Nonostante le intimidazioni, la donna non indicò dove si trovasse il figlio. Poco dopo, tuttavia, Francesco venne individuato e arrestato.
Dopo l'arresto fu imprigionato insieme ad altri detenuti. Aveva ricevuto l'ordinazione sacerdotale soltanto pochi mesi prima e si trovò così ad affrontare la prospettiva della morte quando il suo ministero era appena iniziato.
Le testimonianze agiografiche ricordano la sua profonda preparazione spirituale al martirio. Secondo una tradizione riportata nelle biografie a lui dedicate, prima dell'esecuzione avrebbe pronunciato parole nelle quali esprimeva la propria volontà di offrire la vita per Cristo, ricordando il sangue versato da Gesù per la salvezza degli uomini.
Il 29 agosto 1936, Francesco Monzón Romeo fu ucciso a Híjar, suo paese natale, a soli ventiquattro anni. Le fonti ufficiali della Santa Sede lo ricordano come sacerdote professo dell'Ordine dei Predicatori, nato e morto a Híjar durante la persecuzione religiosa del 1936.
Il Martirologio Romano lo ricorda come sacerdote domenicano e martire, sottolineando che durante la persecuzione confermò con il proprio sangue la fedeltà al Signore.
Francesco Monzón Romeo fu proclamato Beato l'11 marzo 2001 da San Giovanni Paolo II, insieme ad altri martiri della persecuzione religiosa in Spagna. La sua beatificazione riconobbe ufficialmente il carattere martiriale della sua morte e la testimonianza di fedeltà cristiana resa fino alla fine.
La memoria del Beato Francesco Monzón Romeo ricorre il 29 agosto, anniversario del suo martirio.
La figura del Beato Francesco Monzón Romeo rappresenta la testimonianza di una vocazione sacerdotale interrotta quasi subito dopo il suo inizio. Dopo anni di formazione religiosa e teologica, poté esercitare il ministero sacerdotale soltanto per pochi mesi.
La sua storia rimane legata soprattutto alla scelta di non rinnegare la propria identità di sacerdote e religioso nel momento della persecuzione. La breve esistenza di questo giovane domenicano, conclusasi a Híjar nel 1936, è così ricordata dalla Chiesa come una testimonianza di fedeltà a Cristo, coraggio e martirio.