Secondo Abel Della Costa in "The Faithful Witness": "Questo San Felice da Nola, a cui si attribbuisce questo nome per essere stato appunto vescovo di Nola, non va confuso con il ben più noto San Felice de Nola, sacerdote e confessore, che viene celebrato il 14 gennaio, e al quale si attribuisce il toponomastico per esservi nato (e per distinguerlo dai tanti santi chiamati Felice).
Questa distinzione è di grande importanza, perché l'identità dei nomi e la scarsità di dati sui due ci hanno da tempo portato a pensare che era una duplicazione, soprattutto se si tiene conto che San Felice sacerdote è accreditato dell'agiografia di San Paolino per aver rigettato l'episcopato.
Gian Domenico Gordini, in “ Santi e Beati ”, fornisce la seguente notizia: «Di questo personaggio ci sono pochissimi dati attendibili, e molti sono leggendari e poco chiari. Le notizie certe si riferiscono all'inizio del suo ministero episcopale nel 473, e alla sua morte, il 9 febbraio 484, come si può vedere in un'iscrizione sepolcrale. Per il resto, la leggenda ha lavorato molto duramente per creare una confusione dalla quale non è facile uscire ".
Secondo il racconto di una famosa passio, Felice liberò con la sua preghiera due uomini indemoniati e il governatore di Nola Archelao, pressato dai sacerdoti pagani, lo arrestò per interrogarlo. Mentre cercava di costringerlo ad adorare le divinità pagane in un tempio della città, una profonda voragine inghiottì l'edificio. In seguito a questo episodio, Felice fu acclamato dal popolo vescovo di Nola e lo stesso Archelao chiese di essere battezzato.
Nell'anno 95 d.C. fu nuovamente arrestato dal Prefetto Marciano durante una delle prime persecuzioni cristiane. Si racconta che Felice sia stato dato in pasto ai leoni i quali, con meraviglia dei presenti, indietreggiarono davanti a lui. Fu poi gettato in una fornace di carboni ardenti, ma riuscì a liberarsi per l'intervento di un angelo. Il Prefetto lo fece allora appendere a testa in giù e, dopo averlo sottoposto ad altre torture, lo fece decapitare il 15 novembre.
Secondo la tradizione, il corpo del martire fu poi seppellito di nascosto all'interno di un pozzo di una casa patrizia sul quale fu in seguito edificato un luogo di culto, che diventerà la cripta della cattedrale di Nola, dove riposano ancora oggi le spoglie del santo.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Nola in Campania, san Felice, della cui cura pastorale e del cui culto questa città si onora.
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