Il Beato Giuseppe Maria Segura Penadés fu un sacerdote diocesano spagnolo e martire della persecuzione religiosa durante la Guerra civile spagnola. Nacque a Ontinyent, nella provincia di Valencia, il 13 ottobre 1896 e morì martire a Genovés l'11 settembre 1936. Fu beatificato da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001, insieme agli altri 232 martiri della persecuzione religiosa nell'Arcidiocesi di Valencia. Il Martirologio Romano lo ricorda come sacerdote e martire.
Giuseppe Maria nacque a Ontinyent, città valenciana nella quale avrebbe successivamente svolto una parte importante del proprio ministero sacerdotale. Fin da giovane manifestò la vocazione al sacerdozio ed entrò nel Collegio delle Vocazioni Ecclesiastiche di San Giuseppe di Valencia, dove ricevette la formazione necessaria alla vita sacerdotale.
Proseguì gli studi presso il Seminario di Valencia e venne ordinato sacerdote il 12 giugno 1921. Aveva ventiquattro anni.
La prima destinazione di don Giuseppe Maria fu Adzaneta de Albaida, dove svolse il ministero come coadiutore. In questa comunità si dedicò in modo particolare all'educazione e alla formazione dei lavoratori e dei giovani.
Uno dei progetti ai quali dedicò maggiormente le proprie energie fu il Patronato Obrero del Sagrado Corazón. L'opera offriva ai giovani, in particolare ai lavoratori, la possibilità di frequentare corsi e lezioni serali. Per realizzare questo progetto Giuseppe Maria arrivò a mettere a disposizione anche parte del proprio patrimonio personale.
La sua attività dimostra come il suo sacerdozio non fosse limitato alla celebrazione dei sacramenti: considerava l'educazione e la formazione professionale strumenti importanti per la crescita umana e cristiana delle persone.
Successivamente fu nominato coadiutore della parrocchia di Santa Maria di Ontinyent, nella sua città natale. Qui rivolse una particolare attenzione al mondo giovanile, continuando il lavoro educativo già iniziato ad Adzaneta de Albaida.
Le testimonianze lo descrivono come un sacerdote semplice, intelligente e sobrio, dotato di una profonda vita interiore. La sua bontà, la mitezza e la fede erano particolarmente apprezzate dalle persone che lo conoscevano.
Nel luglio del 1936, con lo scoppio della Guerra civile spagnola, la persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici si intensificò in numerose località della Spagna repubblicana.
Per i sacerdoti valenciani la situazione divenne rapidamente pericolosa. Chiese e istituzioni religiose vennero colpite e molti ecclesiastici furono costretti a nascondersi per evitare l'arresto.
Giuseppe Maria rimase nella propria abitazione a Ontinyent anche quando la situazione era ormai estremamente difficile. Continuò a vivere con discrezione la propria fede e a mantenere i rapporti con le persone della comunità.
All'inizio di settembre 1936, in occasione di alcuni movimenti di miliziani diretti verso Xàtiva, Giuseppe Maria venne individuato e arrestato.
Fu quindi condotto lontano da Ontinyent. Le testimonianze relative alla sua ultima fase di vita indicano che rimase prigioniero per alcuni giorni prima di essere condotto al luogo dell'esecuzione.
L'11 settembre 1936 Giuseppe Maria Segura Penadés venne ucciso a Genovés, nel territorio della provincia di Valencia. Aveva 39 anni.
La Chiesa riconobbe nella sua morte un vero martirio in odio alla fede. Il Martirologio Romano lo ricorda espressamente come sacerdote e martire, affermando che durante la persecuzione religiosa versò il proprio sangue per Cristo.
Il luogo e la data della morte sono confermati anche dalla documentazione ufficiale relativa ai martiri beatificati nel 2001: il Vaticano indica Giuseppe Maria Segura Penadés come sacerdote diocesano nato a Ontinyent il 13 ottobre 1896 e morto a Genovés l'11 settembre 1936.
La causa di Giuseppe Maria Segura Penadés fu inserita nel grande gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa nell'Arcidiocesi di Valencia. Il gruppo comprendeva sacerdoti, religiosi e laici che morirono durante la persecuzione del 1936.
San Giovanni Paolo II lo beatificò l'11 marzo 2001 a Roma. Con questo atto la Chiesa riconobbe ufficialmente il suo martirio e la sua testimonianza di fede.
Uno degli aspetti più caratteristici della vita del Beato Giuseppe Maria fu l'attenzione verso i giovani e i lavoratori. Il Patronato Operaio fondato ad Adzaneta de Albaida rappresenta una delle espressioni più concrete del suo ministero: egli desiderava offrire ai giovani non soltanto una formazione religiosa, ma anche strumenti per migliorare la propria preparazione culturale e professionale.
A Ontinyent continuò questa attenzione pastorale, dedicandosi in particolare alla formazione dei giovani della propria città. Il suo apostolato univa quindi evangelizzazione, educazione e promozione umana.