Cattedrale dei Santi Pietro e Donato

San Donato di Arezzo
Nome: Cattedrale dei Santi Pietro e Donato
Titolo: Duomo di Arezzo
Indirizzo: Piazza Del Duomo, 1, - Arezzo


La Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, comunemente conosciuta come Duomo di Arezzo, è il principale luogo di culto cattolico della città e sede della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Situata sulla sommità del colle di San Pietro, domina il centro storico con la sua imponente architettura gotica e custodisce alcuni dei più importanti capolavori dell'arte italiana, realizzati da maestri come Piero della Francesca, Giorgio Vasari, Guillaume de Marcillat e Andrea della Robbia.

Le origini della cattedrale

L'attuale cattedrale nacque dalla necessità di trasferire la sede vescovile all'interno delle mura cittadine. Fino al XIII secolo, infatti, la cattedrale di Arezzo si trovava sul colle del Pionta, antico centro religioso della città. Nel 1203 papa Innocenzo III ordinò che la cattedrale, la canonica e la residenza del vescovo fossero trasferite in una posizione più sicura all'interno delle mura urbane, poiché il complesso del Pionta risultava esposto alle incursioni nemiche.

L'impulso decisivo alla costruzione dell'attuale edificio arrivò pochi decenni dopo. Nel 1276, papa Gregorio X, di ritorno dal Secondo Concilio di Lione, si fermò ad Arezzo, dove morì il 10 gennaio. Prima della sua morte lasciò nel testamento una cospicua somma – circa 30.000 fiorini d'oro – destinata alla costruzione della nuova cattedrale. Grazie a questo lascito, il vescovo Guglielmino degli Ubertini avviò ufficialmente i lavori nel 1277-1278.

Una costruzione durata oltre due secoli

L'edificazione della cattedrale procedette lentamente. La battaglia di Campaldino del 1289, nella quale perse la vita lo stesso vescovo Guglielmino degli Ubertini, rallentò notevolmente il cantiere.

Successivamente il vescovo Guido Tarlati promosse una nuova fase costruttiva, facendo completare ulteriori campate e importanti elementi decorativi. Un'altra lunga interruzione si verificò dopo il 1384, quando Arezzo passò sotto il dominio della Repubblica di Firenze.

Solo nel 1471 i lavori ripresero stabilmente, fino al completamento sostanziale dell'edificio nel 1511, mantenendo l'originario impianto gotico.

La facciata

Per secoli la facciata rimase incompleta. Soltanto tra il 1901 e il 1914, su progetto dell'architetto Dante Viviani, fu realizzata l'attuale facciata in stile neogotico, caratterizzata da:

  • tre portali riccamente decorati;
  • un grande rosone centrale;
  • numerose sculture e pinnacoli;
  • rivestimento in pietra chiara.

L'inaugurazione ufficiale avvenne il 2 agosto 1914, pochi giorni prima dello scoppio della Prima guerra mondiale. Il campanile fu invece completato nel 1937.

L'architettura interna

L'interno rappresenta uno dei migliori esempi di gotico italiano.

La chiesa presenta:

  • tre navate prive di transetto;
  • cinque campate con possenti pilastri a fascio;
  • volte a crociera ogivali;
  • un'ampia abside poligonale.

L'insieme trasmette una notevole sensazione di slancio verticale, tipica dell'architettura gotica, pur mantenendo un'eleganza sobria che distingue molte chiese toscane del periodo.

L'Arca di San Donato

Il cuore liturgico della cattedrale è costituito dalla monumentale Arca di San Donato, dedicata al patrono della città.

Realizzata in più fasi tra il XIII e il XIV secolo, comprende:

  • l'altare maggiore;
  • una preziosa pala marmorea gotica;
  • il grande sarcofago contenente le reliquie di San Donato, secondo vescovo di Arezzo e martire del IV secolo.

L'opera rappresenta uno dei più importanti monumenti gotici della Toscana.


La Maddalena di Piero della Francesca

Tra i tesori più celebri conservati nel Duomo spicca la straordinaria Maddalena affrescata da Piero della Francesca intorno al 1459.

La santa è raffigurata con:

  • grande eleganza compositiva;
  • straordinaria luminosità;
  • delicata espressività del volto;
  • tipica prospettiva rigorosa del maestro.

L'affresco è considerato uno dei capolavori della maturità dell'artista e costituisce una tappa imprescindibile per gli studiosi del Rinascimento italiano.

Il cenotafio di Guido Tarlati

Accanto alla Maddalena si erge il monumentale cenotafio del vescovo Guido Tarlati, realizzato nel 1330 dagli scultori senesi Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura.

L'imponente monumento racconta la vita del vescovo attraverso sedici bassorilievi, offrendo una preziosa testimonianza della scultura gotica senese.

Le vetrate di Guillaume de Marcillat

Uno dei maggiori tesori della cattedrale è costituito dalle magnifiche sette vetrate rinascimentali realizzate tra il 1516 e il 1524 dal maestro francese Guillaume de Marcillat.

Le vetrate raffigurano episodi biblici con colori intensi, raffinati effetti di luce e un'eccezionale qualità tecnica, tanto da essere considerate tra le più importanti opere vetrarie del Rinascimento italiano. Marcillat dipinse anche le decorazioni delle volte delle navate.

Giorgio Vasari nel Duomo

La cattedrale conserva importanti opere progettate da Giorgio Vasari, nato proprio ad Arezzo.

Tra queste si distinguono:

  • la monumentale cantoria in pietra;
  • il coro ligneo;
  • l'antico organo rinascimentale.

Questi interventi testimoniano il legame profondo dell'artista con la sua città natale.

La Cappella della Madonna del Conforto

La cappella più venerata della cattedrale è quella dedicata alla Madonna del Conforto, nata in seguito al celebre miracolo del 15 febbraio 1796, quando un'immagine della Vergine avrebbe manifestato segni prodigiosi durante un periodo di forti terremoti che colpirono la Toscana.

La cappella, completata nel 1817, rappresenta ancora oggi il principale centro della devozione mariana della città.

Al suo interno sono conservate anche magnifiche terracotte invetriate di Andrea della Robbia, provenienti da altre chiese aretine.

Curiosità

  • Papa Gregorio X morì ad Arezzo nel 1276, evento che contribuì direttamente alla costruzione della nuova cattedrale.
  • La facciata che oggi si ammira è molto più recente rispetto al resto dell'edificio, essendo stata completata solo all'inizio del XX secolo.
  • Il Duomo ospita alcune delle opere più importanti del Rinascimento toscano, riunendo nello stesso edificio capolavori di Piero della Francesca, Vasari, Marcillat e Andrea della Robbia.
  • La cattedrale rappresenta il principale simbolo religioso della città e costituisce una delle mete artistiche più importanti della Toscana.

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