San Girolamo

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San Girolamo
autore: Guercino anno: 1641 titolo: Visione di san Girolamo luogo: Museo della Città, Rimini
Nome: San Girolamo
Titolo: Sacerdote e dottore della Chiesa
Nascita: 347, Stridone, Dalmazia
Morte: 30 settembre 420, Betlemme
Ricorrenza: 30 settembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Memoria liturgica
Fa parte di: Santi del Lazio


È il Santo che pose tutta la sua vasta erudizione a servizio della Sacra Scrittura. Nacque nel 347 a Stridone in' Dalmazia, da famiglia patrizia e cristiana. Giovane di natura irrequieta, venne a Roma per approfondirsi negli studi, per i quali sentiva innata attrattiva. Quantunque cattolico praticante, si lasciò sedurre dallo studio dei classici pagani, pei quali nutriva grande venerazione. Amante della cultura fu nelle Gallie, a Costantinopoli, ad Antiochià, ecc., apprendendo il greco, il latino, l'ebraico, il siriaco e il caldaico.

Papa Damaso gli chiese di tradurre in latino il Vecchio Testamento, e rivedere il Nuovo. Girolamo accettò l'arduo compito, e per soddisfarvi meglio stimò opportuno fissare la dimora nella Giudea. Si stabili a Betlemme in una grotta presso quella dove nacque il Salvatore, e quivi consacrò tutta la vita e la sua vasta erudizione alla traduzione e commento delle Sacre Scritture.

Tentato a desistere dall'impresa e ad abbandonare la solitudine, riuscì a vincersi mediante prolungati digiuni, assidua preghiera e pene corporali, tanto che poteva scrivere più tardi: « Serbi per sè Roma i suoi tumulti, scorra il sangue nelle sue arene, risuoni il circo delle grida insensate,' siano riboccati di lussuria i suoi teatri... Qui noi pensiamo solamente quanto sia salutare rimanere uniti con Dio e mettere in Lui tutta la nostra speranza, affinchè un giorno possiamo scambiare la nostra povertà col regno dei cieli... ».

Il rigore morale di Girolamo, lo rendeva decisamente favorevole all'introduzione del celibato ecclesiastico e all'eradicazione del fenomeno delle cosiddette agapete, vergini cristiane che consacravano la propria vita a Dio con un voto di castità e conducevano vita in comune, non era ben visto da buona parte del clero, fortemente schierato su posizioni giovinianiste. In una lettera ad Eustochio, Girolamo si esprime contro le agapete nei seguenti termini: «Oh vergogna, oh infamia! Cosa orrida, ma vera! Donde viene alla Chiesa questa peste delle agapete? Donde queste mogli senza marito? E donde in fine questa nuova specie di puttaneggio?»

Superate difficoltà d'ogni genere e sopportate con pazienza le critiche, dopo un lungo ed estenuante lavoro, terminava finalmente l'opera monumentale della traduzione della Sacra Scrittura. I dotti del tempo la stimarono un prodigio, ed ancor oggi la traduzione di S. Girolamo è ufficiale nella Chiesa. Combattè vigorosamente tutti quelli che snaturavano il dogma o spargevano scissioni nel gregge di Cristo: le sue lettere immortali ne sono prova. Benchè infermo e ridotto a pelle e ossa, non risparmiò mortificazione alcuna al suo corpo, ripetendo che intendeva consumare il sacrificio della sua vita sulla vetta del Golgota.

Si spegneva nel Signore il 30 settembre 420, dopo una lunga vita di lotta, di lavoro e di preghiere. La Chiesa riconobbe in lui uno dei più fermi e sicuri testimoni della verità, e ornò la sua fronte coll'aureola dei Dottori.

PRATICA. Procuratevi una copia del S. Vangelo e leggetelo.

PREGHIERA. O Dio, che ti sei degnato provvedere la tua Chiesa del beato Girolamo confessore, Dottore Sommo nell'esporre le Sacre Scritture, fa', ti preghiamo, che per sua intercessione e col tuo aiuto possiamo praticare quello che egli insegnò colla parola e coll'esempio.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa: nato in Dalmazia, nell'odierna Croazia, uomo di grande cultura letteraria, compì a Roma tutti gli studi e qui fu battezzato; rapito poi dal fascino di una vita di contemplazione, abbracciò la vita ascetica e, recatosi in Oriente, fu ordinato sacerdote. Tornato a Roma, divenne segretario di papa Damaso e, stabilitosi poi a Betlemme di Giuda, si ritirò a vita monastica. Fu dottore insigne nel tradurre e spiegare le Sacre Scritture e fu partecipe in modo mirabile delle varie necessità della Chiesa. Giunto infine a un'età avanzata, riposò in pace.

LA VULGATA

La Vulgata fu la prima traduzione completa della Bibbia in latino, realizzata da Girolamo su incarico di papa Damaso I a partire dal 382. Girolamo iniziò rivedendo la traduzione dei Vangeli e, dal 390, si dedicò all'Antico Testamento in ebraico, completando l'opera in 23 anni. Nel suo lavoro, Girolamo confrontava il testo ebraico della Genesi con la traduzione latina precedente e con la versione greca della LXX per giustificare le sue scelte.

Il lavoro di Girolamo fu la base delle traduzioni bibliche fino al XX secolo, quando si cominciò a usare direttamente il testo ebraico masoretico e la Septuaginta per l'Antico Testamento e i testi greci per il Nuovo Testamento. La Vulgata fu anche usata per le letture della Messa tridentina.

Girolamo, pur essendo un grande studioso del latino e del greco, apprese l'ebraico durante la sua permanenza a Betlemme. Egli adottò un approccio moderno alla traduzione, che sollevò critiche tra i suoi contemporanei. In una lettera a Pammachio, affermò: « non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso », seguendo l'insegnamento di Cicerone e Orazio, che sostenevano di non tradurre parola per parola, ma di mantenere il senso del testo originale.

Nonostante il suo orgoglio per questo metodo, Girolamo visse il conflitto tipico degli umanisti medievali, diviso tra l'amore per la letteratura e l'amore per Dio. In una lettera a Magnum, risolse questo contrasto sostenendo che i testi classici potevano essere utilizzati come strumenti, citando l'esempio biblico di Davide che uccise Golia con la sua stessa arma.

SAN GIROLAMO E IL LEONE

San Gerolamo nello studio
titolo San Gerolamo nello studio
autore Colantonio anno 1445-46 ca




Un giorno un leone ferito si presentò nel monastero di San Girolamo e i confratelli fuggirono spaventati ma San Girolamo lo accolse coraggiosamente. Egli ordinò ai confratelli di lavare le zampe al leone e curarle scoprendo così che i rovi avevano dilaniato le piante delle zampe. Quando il leone guarì, rimase nel monastero. Su di esso i monaci confidarono per garantirsi la custodia dell'asino del convento.

Un giorno, mentre l'asino stava pascolando, il leone si addormentò e alcuni mercanti, ne approfittarono per appropriarsi dell'equino. Al rientro al monastero, il leone venne accusato dai monaci di aver divorato l'asino, cosicché gli vennero affidati tutti i lavori che normalmente venivano svolti da quest'ultimo.

I mercanti che avevano rubato l’asino chiedono perdono al Santo
titolo I mercanti che avevano rubato l’asino chiedono perdono al Santo
autore Maestro dei Gesuati anno 1450-1459




Un giorno il felino incrociò sul suo cammino la carovana dei mercanti che avevano portato via l'asino dove riconobbe il ciuco. Si precipitò verso di loro ruggendo terribilmente e mettendoli in fuga. Dopo di che condusse l'asino ed i cammelli, carichi di mercanzia, al convento. Quando i mercanti tornarono, si recarono al convento a chiedere a San Girolamo il perdono e la restituzione delle loro mercanzie, cosa che San Girolamo fece, raccomandando loro di non rubare più le proprietà altrui.

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Domande Frequenti

  • Quando si festeggia San Girolamo?

    San Girolamo si festeggia il 30 settembre

  • Quando nacque San Girolamo?

    San Girolamo nacque il 347

  • Dove nacque San Girolamo?

    San Girolamo nacque a Stridone, Dalmazia

  • Quando morì San Girolamo?

    San Girolamo morì il 30 settembre 420

  • Dove morì San Girolamo?

    San Girolamo morì a Betlemme

  • Di quali comuni è patrono San Girolamo?

    San Girolamo è patrono di Cittanova, Nervesa della Battaglia, Motteggiana, Torre de' Roveri, Cedegolo, Ortezzano

  • Chi sono i dottori della Chiesa?

    I dottori della Chiesa furono dei santi che mostrarono grandi doti di illuminazione della dottrina, sia per la loro fede che per la divulgazione del cattolicesimo, clicca qui per l'elenco completo.

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