La Beata Dorotea da Montau nacque il 6 febbraio 1347 a Montau, in Prussia, sulle rive della Vistola. Fin dall'infanzia manifestò una profonda sensibilità religiosa e un intenso desiderio di unirsi a Dio attraverso la preghiera e la penitenza. Le antiche testimonianze raccontano che già da giovane conduceva una vita austera e coltivava una profonda devozione verso la Passione di Cristo e l'Eucaristia.
A soli sedici anni venne data in sposa ad Adalberto, un armaiolo di Danzica molto più anziano di lei. Il matrimonio fu segnato da numerose difficoltà a causa del carattere duro e impulsivo del marito. Dorotea affrontò queste prove con straordinaria pazienza, umiltà e spirito cristiano, riuscendo con il tempo a influenzare positivamente il coniuge e a condurlo verso una vita di maggiore fede.
Dalla loro unione nacquero nove figli, ma la maggior parte morì in tenera età, spesso a causa delle epidemie che colpirono la regione. Solo una figlia, Gertrude, raggiunse l'età adulta e abbracciò la vita religiosa tra le Benedettine. Questi dolorosi eventi segnarono profondamente Dorotea, che trovò conforto soltanto nella preghiera e nell'abbandono alla volontà di Dio.
Nel corso della sua vita compì numerosi pellegrinaggi verso importanti mete della cristianità, tra cui Aquisgrana, Colonia, Einsiedeln e Roma. Durante questi viaggi la sua vita spirituale si intensificò ulteriormente e fu accompagnata da esperienze mistiche, visioni e profonde consolazioni interiori che la resero nota come donna di eccezionale santità.
Rimasta vedova intorno al 1390, si trasferì a Marienwerder, l'attuale Kwidzyn in Polonia. Qui, guidata spiritualmente da Giovanni di Marienwerder, maturò la decisione di vivere completamente dedicata alla contemplazione. Con l'approvazione delle autorità ecclesiastiche e dell'Ordine Teutonico, il 2 maggio 1393 si fece rinchiudere come reclusa in una cella costruita accanto alla cattedrale.
Nella sua cella trascorse gli ultimi anni della vita in continua preghiera, penitenza e contemplazione. Numerosi fedeli, religiosi e persone di ogni condizione sociale si recavano da lei per chiedere consiglio e conforto spirituale. Le sue esperienze mistiche furono raccolte dal suo confessore, che ne tramandò gli insegnamenti e le rivelazioni in diverse opere spirituali.
Dorotea morì il 25 giugno 1394. Fin dalla sua morte fu venerata come patrona della Prussia e come modello di vedova cristiana, mistica e penitente. La fama delle sue virtù e dei miracoli attribuiti alla sua intercessione si diffuse rapidamente in tutta l'Europa centrale.
Il processo di canonizzazione venne avviato poco dopo la sua morte, ma rimase incompiuto per diversi secoli. Il culto fu infine confermato da Papa Paolo VI il 9 gennaio 1976, con il riconoscimento ufficiale della sua beatificazione equipollente.
La memoria liturgica della Beata Dorotea da Montau viene celebrata il 25 giugno. È ricordata come una delle più grandi mistiche del Medioevo, esempio di pazienza nelle sofferenze, amore per l'Eucaristia e totale abbandono alla volontà di Dio.