Santa Pulcheria, il cui nome completo era Elia Pulcheria, fu imperatrice dell'Impero romano d'Oriente e una delle figure femminili più importanti della cristianità del V secolo. Nacque a Costantinopoli il 19 gennaio 399, figlia dell'imperatore Arcadio e di Elia Eudossia, e sorella maggiore dell'imperatore Teodosio II. Divenne Augusta nel 414, quando aveva appena quindici anni, e per diversi anni esercitò la reggenza del fratello ancora minorenne. Morì nel 453 ed è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa.
Alla morte del padre Arcadio, nel 408, il trono passò al giovane Teodosio II, che aveva soltanto sette anni. In un primo momento il governo fu affidato al prefetto del pretorio Antemio, ma Pulcheria acquistò rapidamente una posizione di grande autorità.
Nel 414 fu proclamata Augusta e assunse la tutela del fratello. Nonostante la giovanissima età, dimostrò notevoli capacità politiche e amministrative, diventando una delle persone più influenti della corte imperiale.
Pulcheria era profondamente cristiana e cercò di improntare la vita della corte ai principi della fede. Ancora adolescente fece voto di castità, scelta che secondo la tradizione fu condivisa anche dalle sorelle Arcadia e Marina.
Il palazzo imperiale assunse così alcuni caratteri propri della vita monastica: la preghiera, la lettura delle Scritture e le pratiche religiose ebbero un ruolo centrale nella vita quotidiana della famiglia imperiale.
Il voto di castità avrebbe avuto un'importanza decisiva anche molti anni dopo, quando Pulcheria fu chiamata a sposare l'imperatore Marciano. Il matrimonio fu infatti accettato a condizione che rimanesse vergine.
La politica religiosa di Pulcheria fu fortemente orientata alla difesa della fede cristiana tradizionale. Ebbe rapporti con importanti esponenti della Chiesa, tra cui San Cirillo di Alessandria e Papa Leone Magno, e sostenne la lotta contro le dottrine considerate erronee dalla Chiesa.
La controversia più importante fu quella relativa a Nestorio, patriarca di Costantinopoli, la cui dottrina sulla natura di Cristo e sul titolo di Maria come Madre di Dio provocò una grave crisi ecclesiastica.
Pulcheria sostenne la posizione ortodossa e contribuì alla convocazione del Concilio di Efeso del 431, che condannò Nestorio e confermò il titolo di Theotókos, «Madre di Dio», attribuito alla Vergine Maria.
La posizione di Pulcheria a corte non rimase sempre incontrastata. Dopo il matrimonio di Teodosio II con Elia Eudocia, l'imperatrice dovette confrontarsi con la crescente influenza della nuova moglie dell'imperatore.
Per un certo periodo Pulcheria fu allontanata dalla corte e si ritirò dalla vita pubblica. La sua assenza provocò tuttavia un progressivo deterioramento della situazione politica e religiosa, tanto che in seguito tornò a esercitare la propria influenza sull'imperatore.
Negli ultimi anni del regno di Teodosio II emerse una nuova controversia cristologica. Il monaco Eutiche sosteneva una posizione che Pulcheria e i suoi sostenitori consideravano contraria alla retta fede.
La situazione divenne particolarmente grave dopo il cosiddetto Latrocinio di Efeso del 449, durante il quale il patriarca Flaviano di Costantinopoli fu deposto e morì in seguito alle violenze subite.
Pulcheria sostenne la riabilitazione di Flaviano e la necessità di ristabilire l'ortodossia cristologica. La sua posizione sarebbe risultata decisiva negli avvenimenti successivi.
Teodosio II morì nel 450 senza lasciare un erede maschio. Pulcheria tornò allora al centro della vita politica dell'Impero e contribuì alla scelta di Marciano come nuovo imperatore.
Per rendere possibile la successione, Pulcheria sposò Marciano, ma impose una condizione precisa: il matrimonio avrebbe dovuto conservare il suo voto di verginità. Marciano accettò e i due vissero secondo la tradizione cristiana come coniugi senza consumare il matrimonio.
Uno dei momenti più importanti della sua vita fu il Concilio di Calcedonia del 451. Pulcheria sostenne con decisione la convocazione del concilio e la condanna delle posizioni di Eutiche e Dioscoro.
Il concilio proclamò solennemente la dottrina secondo cui Cristo è un'unica persona in due nature, divina e umana, contro le interpretazioni ritenute erronee. Pulcheria fu celebrata dai partecipanti al concilio come una grande difenditrice della fede.
La sua influenza religiosa fu tale che il concilio la considerò una vera benefattrice della Chiesa e della fede ortodossa. La tradizione cristiana orientale conserva quindi una memoria particolarmente importante della sua partecipazione alla difesa dell'insegnamento cristologico.
Pulcheria dedicò una parte considerevole delle proprie risorse alla costruzione di chiese, monasteri, ospizi e istituzioni di assistenza. A Costantinopoli promosse in particolare numerosi edifici dedicati alla Vergine Maria.
Tra le opere a lei attribuite figura anche la costruzione della celebre chiesa di Blacherne, dedicata alla Madre di Dio. Si interessò inoltre alla venerazione delle reliquie dei martiri e fece giungere a Costantinopoli importanti reliquie provenienti dalla Palestina e da altre regioni.
La sua devozione non rimase quindi confinata alla corte imperiale: Pulcheria utilizzò le proprie ricchezze per sostenere concretamente la Chiesa e le persone bisognose.
Negli ultimi anni della sua vita Pulcheria continuò a destinare importanti somme alla Chiesa e ai poveri. Alla morte lasciò infatti i propri beni personali ai bisognosi, completando una vita caratterizzata da una forte attenzione alla carità cristiana.
Pulcheria morì nel 453, all'età di circa cinquantaquattro anni. Fu sepolta nella Chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli, tradizionale luogo di sepoltura degli imperatori e delle loro famiglie.
Nel corso dei secoli la memoria delle sue reliquie divenne complessa. Secondo una tradizione più tarda, alcune sue reliquie furono trasferite in Occidente e sono oggi associate alla chiesa di San Teonisto e Compagni Martiri a Mogliano Veneto. Questa tradizione va distinta dalla documentazione relativa alla sua sepoltura originaria a Costantinopoli.