Sant'Agabio di Novara fu il secondo vescovo della città di Novara e una delle figure più importanti della prima comunità cristiana novarese. Visse nella prima metà del V secolo e fu discepolo e collaboratore di San Gaudenzio, primo vescovo di Novara. La sua memoria è particolarmente legata alla devozione eucaristica e alla nascita della vita cristiana organizzata nella città. È patrono secondario di Novara e della sua diocesi.
Le fonti storiche ricordano Agabio come uno dei più stretti collaboratori di San Gaudenzio. Ancora durante la vita del primo vescovo novarese, Agabio venne scelto come suo successore alla guida della comunità cristiana.
Il suo episcopato si colloca in un periodo nel quale il cristianesimo stava consolidando la propria presenza nel territorio novarese. La tradizione gli attribuisce un particolare impegno nella costruzione e nella diffusione di luoghi di culto cristiani.
Dopo la morte di Gaudenzio, Agabio assunse la responsabilità della Chiesa di Novara. Il suo ministero contribuì a consolidare l'organizzazione della diocesi e la presenza cristiana nella città e nelle campagne circostanti.
La tradizione locale collega inoltre Agabio alla costituzione di un gruppo di chierici incaricati di custodire la basilica dedicata agli Apostoli, dove erano state deposte le reliquie di San Gaudenzio. Questo nucleo di chierici sarebbe diventato nei secoli successivi il capitolo canonicale legato alla basilica gaudenziana.
Le più antiche testimonianze sulla sua vita sono purtroppo tarde: le principali redazioni della sua Vita risalgono infatti ai secoli XII e XIII. Esse insistono soprattutto sulla sua profonda pietà eucaristica.
Agabio viene quindi presentato come un vescovo particolarmente devoto al mistero dell'Eucaristia, centro della sua vita spirituale e del suo ministero pastorale. Questa caratteristica è rimasta impressa anche nella tradizione iconografica novarese.
Gli antichi calendari della Chiesa novarese indicano il 10 settembre come giorno della morte di Agabio. La sua morte viene generalmente collocata nella prima metà del V secolo.
Fu sepolto fuori dalle mura della città, lungo l'antica strada che conduceva verso Milano, in un'area destinata alle sepolture cristiane.
Per diversi secoli il corpo del Santo rimase sepolto fuori dalle mura. Intorno all'890, il vescovo di Novara Cadulto fece trasferire le reliquie di Agabio nella cattedrale, probabilmente anche per proteggerle dalle incursioni degli Ungari che in quel periodo minacciavano il territorio.
Le reliquie furono così portate nel cuore della città e collocate nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, dove sono tuttora venerate.
La devozione verso Agabio rimase profondamente radicata nella città. Il suo nome venne dato a una delle zone storiche di Novara, l'attuale quartiere di Sant'Agabio, sorto intorno all'antica chiesa dedicata al vescovo.
Il culto si sviluppò anche attraverso la venerazione delle sue reliquie e la celebrazione annuale della sua memoria. Nel corso dei secoli diverse istituzioni cittadine lo scelsero come proprio patrono: nel 1637, ad esempio, l'Università dei mercanti di Novara deliberò di eleggerlo come patrono e di celebrarne solennemente la festa il 10 settembre.
San Agabio viene raffigurato principalmente come vescovo, con la mitra e i paramenti episcopali. Il suo attributo più caratteristico è però il riferimento all': in alcune immagini tiene infatti un calice con l'ostia consacrata.
Un'importante raffigurazione conservata nella chiesa parrocchiale di Sant'Agabio a Novara lo mostra rivestito degli abiti per la celebrazione dell'Eucaristia, mentre ai suoi piedi due angeli recano rispettivamente un calice con l'ostia e un turibolo.
Il legame tra il Santo e Novara è rimasto vivo anche attraverso la parrocchia di Sant'Agabio. La chiesa parrocchiale conserva numerose testimonianze artistiche dedicate al suo patrono, tra cui un ciclo di sette affreschi realizzati da Mazzucchi nel 1946-1947 e dedicati alla vita del Santo e ad altri santi e beati della diocesi novarese.
Nel 2026 la comunità parrocchiale celebra inoltre il centenario della consacrazione dell'attuale chiesa, avvenuta il 9 settembre 1926. In occasione delle celebrazioni centenarie sono state riportate nella comunità anche le reliquie di Sant'Agabio.