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San Romano il Melode

San Romano il Melode
Nome: San Romano il Melode
Titolo: Confessore
Nascita: 490 circa, Emesa, Siria
Morte: 556 circa, Costantinopoli, Turchia
Ricorrenza: 1 ottobre
Tipologia: Commemorazione




Nato alla fine del v secolo a Emesa (l'odierna Homs), nella Siria centrale, Romano si convertì al cristianesimo dal giudaismo. Studiò a Beirut, dove divenne diacono, quindi sotto Anastasio I (491-518) si trasferì a Costantinopoli. Assegnato alla chiesa della Santa Madre di Dio a Blacherne, ottenne grande fama comc compositore di Koniiikia, inni liturgici utilizzati nell'ambito delle celebrazioni orientali e costituiti da meditazioni e commenti in versi a solennità particolari, come il Natale o la Presentazione, o a passi biblici. Con molta probabilità non fu Romano a dare origine a questo genere di innografia, come qualche volta si è affermato, ma sicuramente egli, influenzato anche dalle tradizioni poetiche della nativa Siria, riuscì a perfezionarne lo stile, creando quelli che sono considerati tra gli inni più belli mai scritti; essi sono tuttora in uso, seppure in forma abbreviata. Sono circa ottanta le opere tramandateci, anche se permane qualche dubbio sull'autenticità dell'intero corpo.

Tutte si contraddistinguono, comunque, per la freschezza dei sentimenti e la drammaticità dello stile: il più popolare dei suoi inni mariani, per esempio, si presenta come un lamento della Madre di Dio ai piedi della croce.

Secondo una leggenda, durante una vigilia di Natale, mentre si trovava nel santuario dove amava particolarmente sostare in preghiera, gli apparve in visione la Vergine, che gli porse un rotolo di carta da ingoiare; fu così che, il giorno successivo, mentre prestava servizio durante la liturgia, Romano improvvisò un inno incominciando con queste parole: «In questo giorno dalla Vergine nasce Colui che è trascendente e la terra offre una spelonca all'Inaccessibile. Gli angeli si uniscono ai pastori per dargli gloria e i Magi seguono la stella. Poiché è nato per noi un bambino, che era Dio prima di tutti i tempi». Questo Kontakion è una delle composizioni di Romano più amate ed è ancora utilizzata nel rito bizantino come sintesi di tutta la solennità del Natale e come esposizione strettamente ortodossa della dottrina dell'Incarnazione.

Sempre a Romano dobbiamo il famoso inno dell'Akathistos, descritto in un'opera recente come «una delle composizioni più belle e profonde da un punto di vista teologico, poetico e musicale tramandateci dagli scrittori bizantini» (Prefazione a The Service of the Akathist Hymn). La maggior parte dell'inno è costituita da elogi indirizzati alla Vergine Maria, tutti introdotti dal saluto dell'angelo «Ave»: vi si percorrono i principali misteri legati all'Incarnazione, dall'Annunciazione alla Presentazione di Gesù al Tempio.

Secondo la tradizione, questo inno fu cantato a Costantinopoli in diverse occasioni in cui la città fu salvata dai nemici grazie all'aiuto della Madonna: per questo in seguito fu aggiunto all'inno un Kontakion che cominciava con le parole: «A te, nostra guida e difesa in battaglia». L'inno fu presto associato alla festa dell'Annunciazione (25 mar.), ma nella Chiesa greca se ne cantano alcune parti anche durante i primi quattro venerdì di Quaresima.

Non si conosce la data esatta della morte di Romano, ma sulla base dei riferimenti ad eventi coevi che troviamo nelle sue opere, si può affermare che fosse ancora in vita nel 548, anno in cui morì l'imperatrice Teodora, ma già non più nel 565, alla morte dell'imperatore Giustiniano. La Chiesa greca ha un intero Ufficio in suo onore, mentre la data della sua festa varia a seconda delle tradizioni.

Nelle arti figurative Romano è rappresentato in tre modi: come diacono, da solo o insieme ad altri diaconi; addormentato, con la Vergine che gli porge il rotolo di carta da mangiare; oppure, come si ha in un'icona russa del xvi secolo intitolata La protezione della Madre di Dio, con una immagine del santuario di Blacherne, dove si dice abbia avuto luogo l'apparizione, e con inserti raffiguranti Romano che riceve il rotolo di carta e che canta il famoso inno in onore di Maria.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Costantinopoli, san Romano, diacono, che per la sua sublime arte nel comporre inni sacri in onore del Signore e dei santi meritò il soprannome di Melode.

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