Giuseppe Benedetto Labre nacque nel 1748 ad Amettes, vicino a Boulogne, in Francia, primogenito di una famiglia numerosa con quindici figli. Fin da giovane fu indirizzato alla vita religiosa: a dodici anni andò a vivere presso uno zio sacerdote per proseguire gli studi ed entrò poi in seminario.
Appassionato delle Sacre Scritture e delle Vite dei santi, maturò il desiderio di entrare in un ordine di stretta osservanza. Tentò più volte: tra i trappisti, i certosini e i cistercensi, ma non fu mai accettato, ritenuto inadatto alla vita comunitaria, pur essendo profondamente devoto.
Verso il 1770 comprese che la sua vocazione era diversa: decise di vivere come pellegrino permanente, senza possedere nulla, confidando interamente nella Provvidenza.
Partì a piedi verso Roma, nutrendosi solo di elemosine e vivendo secondo il Vangelo: senza beni, senza dimora stabile, cercando di essere «nel mondo ma non del mondo».
Nel corso degli anni visitò i principali santuari d’Europa:
Non chiedeva mai nulla, ma accettava ciò che gli veniva donato spontaneamente, spesso condividendolo con chi era ancora più povero.
A causa del suo aspetto trascurato e della vita estremamente austera, veniva spesso respinto, insultato e perfino maltrattato. Tuttavia sopportò tutto con pazienza evangelica.
Dal 1774 visse prevalentemente a Roma, dormendo spesso nel Colosseo o in rifugi di fortuna. Trascorreva le giornate visitando le chiese e soprattutto in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, tanto da essere chiamato «il santo delle Quarant’ore».
Durante la Quaresima del 1783 si ammalò gravemente. Il 16 aprile 1783, dopo aver partecipato alla Messa nella chiesa di Santa Maria ai Monti, sua prediletta, ebbe un collasso e morì a soli 35 anni.
Il popolo riconobbe immediatamente la sua santità e il culto si diffuse rapidamente. Fu canonizzato nel 1883, dopo un rigoroso esame della sua vita.
San Benedetto Giuseppe Labre è considerato patrono dei senzatetto e dei vagabondi, e può essere visto anche come patrono dei pellegrini, avendo trasformato il pellegrinaggio in una vera vocazione di vita.
La sua esistenza rappresenta un esempio radicale di distacco dal mondo e totale affidamento a Dio, testimoniando che la santità può esprimersi anche nelle forme più povere e umili.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, san Benedetto Giuseppe Labre, che, preso fin dall’adolescenza dal desiderio di un’aspra vita di penitenza, intraprese faticosi pellegrinaggi a celebri santuari, coperto soltanto di una povera e lacera veste, nutrendosi del cibo ricevuto in elemosina e dando ovunque esempio di pietà e penitenza; fece di Roma la meta ultima dei suoi viaggi, vivendo qui in estrema povertà e in preghiera.