Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli

San Giovanni Leonardi
Nome: Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli
Titolo: Fede e storia
Indirizzo: piazza di Campitelli, 9 - Roma


La Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, situata nel cuore di Roma, è un esempio eloquente di devozione e architettura barocca. Questo edificio, di antichissima origine, ha una storia ricca e complessa che affonda le sue radici nel Medioevo.

Le Origini della Chiesa e le Prime Testimonianze

La chiesa originaria, conosciuta come Santa Maria in Campitelli, sorgeva con dimensioni minori rispetto all’attuale e occupava lo spazio dell’odierno Palazzo Gaetani Lovatelli. Viene menzionata per la prima volta nel XII secolo nel Liber Censuum, un antico registro ecclesiastico. Nel XIII secolo, la famiglia Capizucchi fece costruire un tabernacolo cosmatesco sull'altare maggiore, a cui si aggiunsero altri quattro altari dedicati a diverse famiglie nobili romane, tra cui i Paluzzi e i Muti.

Il Passaggio ai Chierici Regolari della Madre di Dio

Nel 1601, Papa Clemente VIII concesse la chiesa e i suoi beni a San Giovanni Leonardi e ai Chierici Regolari della Madre di Dio, un ordine fondato nel 1574 a Lucca. Questo fu un momento cruciale per la storia della chiesa, che divenne un luogo di riferimento per la comunità religiosa.

La Ricostruzione e il Significato Simbolico

La ricostruzione della chiesa, commissionata da Papa Alessandro VII e avviata il 29 settembre 1661, fu affidata all'architetto Carlo Rainaldi. Il nuovo edificio, dedicato alla Vergine Maria, fu costruito per ringraziare la fine della pestilenza del 1656, che aveva decimato la popolazione napoletana e minacciava di diffondersi a Roma. La chiesa attuale, ultimata nel 1667, fu progettata per accogliere l’icona miracolosa di Santa Maria in Portico, venerata dai fedeli romani durante l'epidemia.

Architettura e Decorazioni Interne

La chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli è un raro esempio di stile barocco a Roma, con elementi architettonici ispirati ad Andrea Palladio, che conferiscono all’edificio un aspetto unico. All'interno, troviamo opere d'arte di maestri come Luca Giordano, Sebastiano Conca e il Baciccio. L'altare centrale, progettato da Melchiorre Cafà, è uno splendido esempio di arte barocca, con una rappresentazione della Vergine circondata da angeli e raggi dorati che ricorda la Gloria della Cattedra di San Pietro di Bernini.

La cappella di San Giovanni Leonardi svolge un ruolo importante non solo come luogo di sepoltura del santo, ma anche come spazio liturgico e devozionale che contribuisce alla fisionomia complessiva dell’edificio barocco e alla sua identità locale. Inserita tra le cappelle laterali, essa si distingue sia per la funzione che per l’elemento artistico e spirituale che rappresenta.

Tomba di San Giovanni Leonardi
Tomba di San Giovanni Leonardi

La cappella, dedicata al fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, custodisce sotto l’altare il corpo di San Giovanni Leonardi, che rappresenta un punto focale per i fedeli e devoti, soprattutto per la connessione fra fede e carità che contraddistingue la sua figura.

Dal punto di vista artistico e decorativo la cappella presenta una pala d’altare significativa, opera del grande Baciccia (Giovanni Battista Gaulli), che contribuisce a rendere lo spazio non solo sacro ma anche riccamente decorativo, in linea con il carattere barocco della chiesa

La Piazza di Campitelli e l’Evoluzione del Rione

La chiesa si affaccia su Piazza di Campitelli, ornata da una fontana progettata da Giacomo della Porta. Nel piano urbanistico originario, era prevista una seconda fontana simmetrica che però non fu mai realizzata. Con gli sventramenti del periodo fascista, i confini del rione furono ridisegnati e la chiesa passò sotto la giurisdizione del rione Sant’Angelo.

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