Il Beato Tommaso Sitjar Fortiá, in catalano Tomàs Sitjar i Fortià, nacque a Girona, in Spagna, il 21 marzo 1866. Fu sacerdote della Compagnia di Gesù e superiore della residenza dei Gesuiti di Gandia. Morì martire il 19 agosto 1936, durante la persecuzione religiosa in Spagna. È stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 insieme agli altri 232 martiri della diocesi di Valencia.
Tommaso Sitjar entrò nella Compagnia di Gesù ancora adolescente. Il 21 luglio 1880, all'età di quattordici anni, iniziò il noviziato presso la casa di Veruela, nella provincia di Saragozza.
Terminato il noviziato, proseguì la formazione religiosa e gli studi filosofici presso il collegio di Tortosa.
Nel 1890 Tommaso fu destinato all'Uruguay, dove rimase per circa otto anni.
Presso il Seminario Diocesano di Montevideo svolse attività di insegnamento, dedicandosi soprattutto alla filosofia. Durante questo periodo si occupò anche della formazione dei giovani destinati al sacerdozio.
Nel 1897 rientrò in Spagna per completare gli studi teologici.
Tommaso Sitjar fu ordinato sacerdote nel 1900.
Dopo l'ordinazione continuò l'attività di insegnamento della filosofia. Per diversi anni insegnò a Tortosa e successivamente presso il collegio dei Gesuiti di Sarrià, a Barcellona.
La sua attività fu rivolta soprattutto alla formazione intellettuale e spirituale dei giovani religiosi.
Nel corso degli anni Tommaso ricoprì diversi incarichi all'interno della Compagnia di Gesù. Fu superiore di comunità e si occupò della formazione dei religiosi.
In seguito venne nominato superiore della comunità dei Gesuiti di Tarragona.
Nel 1929 fu destinato a Gandia, dove divenne superiore della residenza dei Gesuiti. La città era particolarmente legata alla memoria di San Francesco Borgia, quarto duca di Gandia e generale della Compagnia di Gesù.
La situazione cambiò radicalmente nel 1931, quando la Seconda Repubblica spagnola decretò la soppressione della Compagnia di Gesù in Spagna.
I Gesuiti furono costretti ad abbandonare le proprie comunità e a vivere in modo più discreto. Tommaso Sitjar continuò tuttavia a svolgere il proprio ministero sacerdotale.
Per un periodo fu accolto da una famiglia di benefattori di Gandia. In seguito, per non esporre al pericolo le persone che lo ospitavano, preferì prendere in affitto un'abitazione.
Con lo scoppio della guerra civile spagnola nel luglio 1936, la persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici si intensificò.
Tommaso, pur consapevole del pericolo, rimase a Gandia e cercò soprattutto di proteggere i religiosi più giovani della comunità.
Quando gli venne suggerito di nascondersi, avrebbe manifestato la volontà di non mettere in pericolo le persone disposte ad accoglierlo, considerando la propria età e le sue condizioni fisiche.
Nella notte del 25 luglio 1936, un gruppo di miliziani fece irruzione nell'abitazione di Tommaso Sitjar.
Il sacerdote venne arrestato e condotto nella prigione allestita presso le Scuole Pie di Gandia.
Durante la detenzione continuò a mantenere un atteggiamento sereno e fedele alla propria vocazione sacerdotale.
Tommaso rimase in carcere per diverse settimane. Le condizioni della detenzione erano particolarmente difficili e il sacerdote, già anziano, soffriva anche per un problema a un piede che lo costringeva a utilizzare una calzatura speciale.
Nonostante le difficoltà, rimase fedele alla propria fede e continuò a pregare.
All'alba del 19 agosto 1936, Tommaso Sitjar fu prelevato dal carcere insieme ad altri prigionieri.
Ai detenuti venne fatto credere che sarebbero stati liberati. Furono invece caricati su un camion e condotti fuori dalla città, verso il territorio di Palma de Gandia.
Il gruppo raggiunse la località conosciuta come Cruz Blanca, sulla strada tra Albaida e Gandia, a diversi chilometri dal luogo di detenzione.
Qui Tommaso Sitjar venne fucilato il 19 agosto 1936.
Il Beato Tommaso Sitjar Fortiá aveva 70 anni ed era sacerdote della Compagnia di Gesù da oltre trent'anni.
Tommaso Sitjar Fortiá fu inserito nel gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa nell'Arcidiocesi di Valencia.
Il 11 marzo 2001, in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II proclamò Beati i 233 martiri della causa di José Aparicio Sanz e 232 compagni, tra i quali Tommaso Sitjar.
Il Beato Tommaso Sitjar Fortiá è venerato dalla Chiesa cattolica come sacerdote della Compagnia di Gesù e martire.