Il Beato Raimondo Stefano Bou Pascual, conosciuto nelle fonti spagnole come Ramón Esteban Bou Pascual, fu un sacerdote diocesano della diocesi di Valencia e martire della persecuzione religiosa durante la Guerra civile spagnola. Le fonti ufficiali della causa di beatificazione indicano come luogo e data di nascita Benimantell, 12 ottobre 1906; alcune biografie tradizionali riportano invece una vicenda diversa, secondo la quale sarebbe stato trovato ancora neonato a Polop de la Marina e successivamente adottato dalla famiglia Bou-Pascual.
Secondo la tradizione biografica, il bambino fu trovato il 12 ottobre 1903, abbandonato presso un albero a Polop de la Marina, nella provincia di Alicante. Fu accolto e successivamente adottato dalla famiglia Bou-Pascual, residente a Benimantell. La documentazione ufficiale della causa, tuttavia, riporta il 12 ottobre 1906 come data di nascita e Benimantell come luogo di nascita. Questa discrepanza rimane nelle fonti biografiche e rende prudente distinguere i dati documentati dalla tradizione agiografica.
Raimondo Stefano entrò nel Seminario conciliare di Valencia, dove compì gli studi necessari alla preparazione al sacerdozio. Il 22 giugno 1930 ricevette l'ordinazione sacerdotale. Dopo l'ordinazione iniziò il ministero come coadiutore ad Almussafes e successivamente fu nominato cappellano delle Religiose di Cristo Re a Benifaió.
Nel dicembre 1931 fu nominato cura reggente di Planes, nell'attuale provincia di Alicante. Qui svolse il suo ministero con particolare attenzione alla catechesi e alla formazione cristiana dei fedeli. Le testimonianze sulla sua attività pastorale lo ricordano come un sacerdote profondamente impegnato nella cura della comunità e soprattutto nell'istruzione religiosa.
Gli anni trascorsi a Planes furono caratterizzati da crescenti tensioni politiche e religiose. Nonostante il clima ostile, Raimondo Stefano continuò a svolgere il proprio ministero sacerdotale. La sua attività pastorale proseguì fino allo scoppio della Guerra civile spagnola nel luglio 1936, quando la persecuzione contro la Chiesa si intensificò in numerose località della Spagna.
Il 22 luglio 1936 la chiesa di Planes venne saccheggiata e chiusa. Di fronte al pericolo, Raimondo Stefano lasciò la parrocchia e si trasferì dapprima a Catamarruch e successivamente a Benimantell, dove trovò rifugio presso alcuni familiari. Cercava così di sottrarsi alla persecuzione che in quei giorni colpiva sacerdoti e altri esponenti della Chiesa.
La situazione divenne tuttavia sempre più pericolosa. Nell'ottobre 1936 i miliziani iniziarono a cercarlo anche a Benimantell. Secondo la tradizione biografica, quando seppe che stavano arrivando per arrestarlo, Raimondo Stefano si allontanò nelle campagne. Cercò quindi rifugio presso alcune abitazioni, ma non trovò ospitalità e decise infine di rientrare a casa. Qui venne a sapere che anche suo padre e suo fratello erano stati arrestati.
Di fronte a questa situazione, decise di consegnarsi volontariamente. La tradizione riferisce che questa scelta fu dettata anche dal desiderio di evitare ulteriori conseguenze per la propria famiglia. La sua decisione viene ricordata come un gesto di coraggio e di fiducia nella fede, compiuto nella consapevolezza del grave pericolo al quale andava incontro.
Raimondo Stefano fu quindi condotto a La Nucía, località nei pressi di Alicante. La documentazione ufficiale della causa di beatificazione indica il 15 ottobre 1936 come data della morte. Diverse fonti agiografiche, invece, collocano l'esecuzione nelle prime ore del 17 ottobre, nei pressi delle mura del cimitero di La Nucía.
Secondo la tradizione, prima di morire Raimondo Stefano perdonò i suoi persecutori. Le biografie ricordano inoltre una frase contenuta in una sua lettera scritta nei giorni precedenti il martirio, nella quale esprimeva la convinzione che non vi fosse onore più grande del martirio per Cristo. Questi particolari appartengono soprattutto alla tradizione agiografica successiva, mentre il riconoscimento ufficiale della Chiesa riguarda il suo martirio per la fede.
Il suo martirio fu inserito nella causa riguardante i sacerdoti, religiosi e laici uccisi durante la persecuzione religiosa nell'arcidiocesi di Valencia. Il 18 dicembre 2000 venne promulgato il decreto con cui la Chiesa riconobbe ufficialmente il suo martirio.
L'11 marzo 2001, nella Basilica di San Pietro a Roma, Papa Giovanni Paolo II lo beatificò insieme a José Aparicio Sanz e altri 231 compagni martiri, per un totale di 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il gruppo comprendeva sacerdoti diocesani, religiosi, religiose e numerosi fedeli laici.
Il Beato Raimondo Stefano Bou Pascual è venerato come sacerdote e martire. La sua memoria liturgica ricorre il 17 ottobre, data nella quale il Martirologio Romano lo ricorda come sacerdote e martire a La Nucía. La sua memoria è particolarmente legata a Benimantell, dove sono indicati come venerati i suoi resti nella chiesa parrocchiale di San Vicente Mártir.