Beato Oglerio

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Beato Oglerio
Nome: Beato Oglerio
Titolo: Abate di Lucedio
Ricorrenza: 10 settembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


Il Beato Oglerio di Lucedio fu un sacerdote e abate cistercense, originario di Trino, nel Vercellese. Nacque probabilmente tra il 1130 e il 1140 e morì nell'abbazia di Santa Maria di Lucedio il 10 settembre 1214. Fu una delle figure religiose più importanti del Piemonte medievale, sia per la sua opera spirituale sia per il ruolo di mediatore che svolse nelle numerose controversie ecclesiastiche e politiche del suo tempo. Il suo culto, già attestato nel XVI secolo, fu ufficialmente confermato da Papa Pio IX nel 1875.

La vocazione cistercense

Oglerio nacque probabilmente da una famiglia benestante di Trino. Ancora giovane entrò nell'abbazia cistercense di Lucedio, fondata nel 1123 dai marchesi del Monferrato e affidata a monaci provenienti dall'abbazia francese di La Ferté.

Secondo la tradizione, la sua scelta religiosa fu favorita dall'incontro con la spiritualità di San Bernardo di Chiaravalle. Nel 1153 emise i voti religiosi e continuò la formazione all'interno dell'abbazia. Fu ordinato sacerdote nel 1161.

La sua formazione cistercense fu caratterizzata dalla preghiera, dallo studio, dal lavoro e dall'osservanza della Regola. Nel corso degli anni Oglerio divenne uno dei monaci più stimati della comunità.

Un monaco impegnato nella vita della Chiesa

La fama di Oglerio superò presto i confini dell'abbazia. Per le sue capacità di mediazione venne coinvolto in numerose questioni ecclesiastiche e civili.

Ancora prima di diventare abate collaborò con altri importanti esponenti dell'Ordine cistercense nella soluzione di controversie tra vescovi, monasteri, comuni e autorità politiche. Fu chiamato a intervenire in diverse città dell'Italia settentrionale, tra cui Tortona, Genova, Milano, Parma, Piacenza, Vercelli e Casale Monferrato.

Il suo ruolo non fu quindi soltanto quello di un religioso dedito alla vita contemplativa: Oglerio divenne anche un importante mediatore ecclesiastico, chiamato a ristabilire la pace in situazioni di conflitto.

L'abate di Lucedio

Nel 1205 Oglerio fu eletto abate di Santa Maria di Lucedio. Rimase alla guida dell'abbazia fino alla morte.

Come abate si impegnò affinché i monaci osservassero con rigore la disciplina cistercense, insistendo sulla povertà, l'obbedienza, la carità fraterna, la purezza di vita e la meditazione. La sua autorità era però accompagnata da una particolare attenzione verso i poveri e i bisognosi del territorio.

L'abbazia possedeva infatti numerosi terreni e granai e, durante i periodi di difficoltà economica e di carestia, i monaci potevano distribuire aiuti alla popolazione. Oglerio contribuì così anche alla funzione sociale svolta da Lucedio nel territorio di Trino.

Un uomo di pace

Una delle caratteristiche più importanti della sua attività fu la capacità di mediare tra parti in conflitto. Oglerio intervenne ripetutamente nelle controversie che interessavano Trino e il territorio vercellese, cercando di evitare che le rivalità politiche e territoriali degenerassero.

Nel 1210 l'imperatore Ottone IV confermò all'abbazia di Lucedio numerosi diritti e privilegi. Tra questi figuravano anche diritti di navigazione e pesca sul Po e importanti esenzioni dai pedaggi. L'azione dell'abate contribuì quindi a tutelare gli interessi del monastero e, indirettamente, quelli del territorio circostante.

Oglerio fu inoltre incaricato dalla Chiesa di occuparsi di questioni riguardanti altri monasteri. Nel 1211, ad esempio, fu chiamato a visitare e correggere il monastero femminile di Santa Maria di Zebeto, mentre nel 1212 Papa Innocenzo III lo nominò giudice delegato in una controversia tra istituzioni ecclesiastiche della diocesi di Vercelli.

La spiritualità mariana

Oglerio fu anche un importante autore spirituale. Di lui sono giunte due opere principali, entrambe legate alla tradizione monastica cistercense.

La prima è il Tractatus in laudibus Sanctae Dei Genitricis, un'opera dedicata alla Vergine Maria e composta in tredici sermoni. Il testo manifesta la profonda devozione mariana dell'abate e fu probabilmente destinato soprattutto alla formazione spirituale delle monache.

Da quest'opera deriva anche una celebre composizione conosciuta come Planctus Mariae, nella quale la Vergine contempla e racconta la Passione del Figlio. Per molto tempo il testo fu attribuito ad altri autori, tra cui San Bernardo di Chiaravalle, ma gli studi moderni hanno riconosciuto la paternità di Oglerio.

Le omelie sull'Ultima Cena

La seconda opera importante è l'Expositio super Evangelium in Coena Domini, una raccolta di sermoni dedicati ai capitoli 13-15 del Vangelo secondo Giovanni.

In questi testi Oglerio medita sui discorsi di Gesù agli Apostoli durante l'Ultima Cena, soffermandosi in particolare sull'amore di Cristo, sull'Eucaristia e sulla vita spirituale del cristiano.

In uno dei sermoni manifesta inoltre esplicitamente la propria fede nella Immacolata Concezione di Maria, elemento particolarmente interessante per la storia della spiritualità mariana medievale.

La morte

Oglerio morì nell'abbazia di Lucedio il 10 settembre 1214, dopo aver guidato la comunità per nove anni.

Fu sepolto inizialmente all'interno dell'abbazia. La sua memoria rimase viva presso i monaci e nella popolazione locale, tanto che il culto era già documentato almeno dal 1577.

Le reliquie

Dopo la soppressione dell'abbazia di Lucedio nel 1784, le reliquie di Oglerio furono trasferite. Il 9 settembre 1792 vennero traslate nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo a Trino, dove sono tuttora venerate.

Il trasferimento contribuì a mantenere vivo il legame tra il Beato e la sua città natale, Trino, dove la sua memoria continua a essere particolarmente sentita.

Il culto

Il culto locale di Oglerio fu riconosciuto ufficialmente da Papa Pio IX l'8 aprile 1875. La venerazione fu confermata per l'Ordine cistercense e per le diocesi di Vercelli, Casale e Biella.

Nel Martirologio Romano è ricordato come abate dell'Ordine Cistercense nel monastero di Lucedio presso Vercelli.


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