Il Beato Martino Martínez Pascual, in spagnolo Martín Martínez Pascual, nacque a Valdealgorfa, nella provincia di Teruel, in Spagna, l'11 novembre 1910. Fu sacerdote della Fraternità dei Sacerdoti Operai Diocesani del Sacro Cuore di Gesù ed educatore dei seminaristi. Morì martire a Valdealgorfa il 18 agosto 1936, durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola.
Martino era figlio di Martín Martínez Callao, falegname, e di Francisca Pascual Amposta. Nacque in una famiglia profondamente cristiana e venne battezzato il giorno successivo alla nascita.
Fin da giovane manifestò una particolare inclinazione verso il sacerdozio e verso l'educazione dei giovani. La sua formazione religiosa iniziò nel Seminario minore di Belchite.
Dopo gli studi a Belchite, Martino proseguì la formazione nel Seminario maggiore di Saragozza, dove completò gli studi filosofici e teologici necessari per il sacerdozio.
Durante gli anni della formazione maturò il desiderio di dedicarsi in modo particolare alla formazione dei futuri sacerdoti.
Nel 1934 Martino entrò nella Fraternità dei Sacerdoti Operai Diocesani del Sacro Cuore di Gesù, fondata dal beato Manuel Domingo y Sol e impegnata soprattutto nella promozione delle vocazioni sacerdotali e nella formazione dei seminaristi.
Proseguì l'ultimo anno degli studi teologici presso la casa della Fraternità a Tortosa.
Martino Martínez Pascual fu ordinato sacerdote il 15 giugno 1935.
Dopo l'ordinazione venne destinato al Collegio di San José di Murcia, dove assunse l'incarico di prefetto della disciplina e di professore.
La sua attività era rivolta soprattutto alla formazione dei giovani seminaristi. Si occupava della loro educazione, della disciplina e degli studi, mantenendo con loro un rapporto particolarmente stretto.
Terminato l'anno scolastico, Martino partecipò agli esercizi spirituali della Fraternità a Tortosa. Il 5 luglio 1936 tornò quindi a Valdealgorfa per trascorrere le vacanze estive con la famiglia.
Pochi giorni dopo, lo scoppio della guerra civile spagnola provocò l'inizio della persecuzione contro sacerdoti, religiosi e fedeli cattolici in numerose zone della Spagna.
Quando la persecuzione raggiunse anche Valdealgorfa, Martino cercò inizialmente di evitare l'arresto. Per alcuni giorni si nascose presso alcune abitazioni di conoscenti e successivamente trovò rifugio in una grotta nella campagna vicino al paese.
Durante questo periodo continuò a portare con sé l'Eucaristia, che custodiva per poter comunicare e assistere spiritualmente i fedeli che incontrava.
La situazione divenne però sempre più pericolosa. Le autorità arrestarono anche suo padre e Martino decise di consegnarsi per evitare che il genitore potesse subire ulteriori conseguenze a causa della sua fuga.
Martino tornò quindi a Valdealgorfa e si presentò alle autorità dichiarando la propria identità e il proprio stato sacerdotale.
Fu arrestato e condotto in un luogo di detenzione dove erano già presenti altri sacerdoti e fedeli.
Durante la breve permanenza in prigione distribuì ai sacerdoti e agli altri prigionieri le ostie consacrate che aveva portato con sé, permettendo loro di ricevere la Comunione.
Il 18 agosto 1936 Martino Martínez Pascual fu prelevato insieme ad altri prigionieri e condotto sulla strada per Alcañiz, nei pressi del cimitero di Valdealgorfa.
Prima dell'esecuzione gli venne chiesto se avesse un ultimo desiderio. Martino chiese di poter benedire i suoi persecutori e pregò perché Dio non tenesse conto della loro azione.
Gli fu quindi ordinato di voltarsi, ma egli rifiutò di morire di spalle, affermando di non aver commesso alcun male.
Prima di essere ucciso gridò «Viva Cristo Re!».
Il Beato Martino Martínez Pascual morì il 18 agosto 1936, a Valdealgorfa. Aveva appena 25 anni ed era sacerdote da poco più di un anno.
Martino Martínez Pascual appartiene al gruppo dei nove Sacerdoti Operai Diocesani martiri beatificati insieme nel 1995.
Il gruppo comprendeva anche Pedro Ruiz de los Paños y Ángel, José Sala Picó, Guillermo Plaza Hernández, Recaredo Centelles Abad, Antonio Perulles Estivill, José Pascual Carda Saporta, Isidoro Bover Oliver e José María Peris Polo.
I nove sacerdoti furono uccisi in diversi luoghi della Spagna durante la persecuzione religiosa del 1936.
La causa di beatificazione di Martino Martínez Pascual venne unita a quella degli altri otto sacerdoti della Fraternità dei Sacerdoti Operai Diocesani.
Il 1° ottobre 1995, in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II proclamò Beato Martino Martínez Pascual insieme agli altri otto sacerdoti martiri.
Il Beato Martino è venerato dalla Chiesa cattolica come sacerdote e martire della persecuzione religiosa in Spagna.
Le spoglie dei Sacerdoti Operai Diocesani martiri sono custodite nel Tempio della Riparazione di Tortosa, dove si trova il mausoleo dedicato ai membri della Fraternità uccisi durante la persecuzione religiosa.