Il Beato José Calasanz Marqués nacque il 23 novembre 1872 ad Azanuy, nella provincia di Huesca (Spagna), in una famiglia profondamente cristiana. Fin da bambino ricevette una solida educazione religiosa e dimostrò un carattere serio, generoso e incline al servizio. A soli dodici anni entrò nella casa salesiana di Sarrià, presso Barcellona, dove nel 1886 ebbe la grazia di incontrare personalmente San Giovanni Bosco, durante l'ultima visita del fondatore in Spagna.
Entrò nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco e professò i voti religiosi nel 1890. Fu ordinato sacerdote nel 1895, tra i primi sacerdoti salesiani della Spagna. Nei primi anni del suo ministero lavorò come segretario del Beato Filippo Rinaldi, futuro successore di Don Bosco alla guida della Congregazione Salesiana. Da lui assimilò profondamente lo spirito salesiano, caratterizzato da carità, dolcezza, zelo apostolico e dedizione ai giovani.
Successivamente gli furono affidati importanti incarichi di governo. Partecipò alla fondazione del collegio salesiano di Mataró, contribuì all'avvio delle opere salesiane nelle Antille e fu nominato superiore dell'Ispettoria del Perù e della Bolivia. Rientrato in Spagna nel 1925, assunse la guida dell'Ispettoria Tarraconense, che comprendeva gran parte della Catalogna e della Comunità Valenciana. Era molto stimato per la sua prudenza, la bontà paterna e la profonda vita spirituale, oltre che per la sua instancabile disponibilità nel ministero della confessione e nella formazione dei confratelli.
Quando scoppiò la Guerra Civile Spagnola, nel luglio del 1936, si trovava a Valencia per presiedere gli esercizi spirituali della comunità salesiana locale. Il 22 luglio la casa religiosa fu occupata dai miliziani anticlericali e i salesiani furono arrestati. Dopo un primo rilascio, don José Calasanz venne nuovamente catturato insieme ad alcuni confratelli.
Il 29 luglio 1936, mentre veniva trasportato su un camion verso Valencia, un giovane miliziano gli sparò improvvisamente alla testa a bruciapelo. Cadendo a terra pronunciò le sue ultime parole: «Dio mio», offrendo la vita come autentico testimone della fede. Aveva sessantatré anni. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Benimaclet, a Valencia.
La Chiesa lo riconobbe martire in odium fidei. San Giovanni Paolo II lo proclamò Beato l'11 marzo 2001, insieme ad altri 232 martiri della Guerra Civile Spagnola, tra i quali numerosi Salesiani. La sua memoria liturgica ricorre il 29 luglio.