Il Beato Gioacchino Vilanova Camallonga nacque il 6 ottobre 1888 a Ontinyent (Onteniente), nella provincia di Valencia, in Spagna. Fin da bambino manifestò una profonda vocazione al sacerdozio e, terminate le scuole elementari, entrò nel Collegio delle Vocazioni, iniziando il cammino di formazione sacerdotale. Una sua sorella abbracciò anch'essa la vita religiosa, segno di una famiglia profondamente cristiana.
Fu ordinato sacerdote nel 1920 e iniziò il suo ministero come parroco a Quatretondeta. Successivamente venne trasferito a Ibi, nella provincia di Alicante, dove si dedicò con grande zelo alla cura delle anime. I fedeli lo ricordavano come un sacerdote mite, disponibile e instancabile, sempre pronto ad assistere i poveri, a confortare gli ammalati e a dedicarsi con generosità al ministero pastorale. La sua bontà e il suo spirito di servizio gli valsero l'affetto e la stima di tutta la comunità.
Allo scoppio della Guerra Civile Spagnola, nel luglio del 1936, iniziò una violenta persecuzione contro la Chiesa. Don Gioacchino venne arrestato dai miliziani anticlericali e, pur avendo la possibilità di nascondersi, non rinnegò mai la propria identità sacerdotale. Il 29 luglio 1936, a Ibi (Alicante), fu fucilato esclusivamente perché sacerdote, offrendo la vita in testimonianza della fede in Cristo. La Chiesa lo venera quindi come martire.
Il suo sacrificio fu riconosciuto ufficialmente da San Giovanni Paolo II, che lo proclamò beato l'11 marzo 2001 a Valencia insieme ad altri 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il Martirologio Romano lo ricorda il 27 luglio, presentandolo come sacerdote che raggiunse la gloria del martirio durante la persecuzione contro la fede.