Il beato Gioacchino da Albocacer, al secolo José Ferrer Adell, nacque il 23 aprile 1879 ad Albocácer, nella provincia di Castellón, in Spagna. Figlio unico di José Ferrer e Antonia Adell, ricevette il battesimo nello stesso giorno della nascita. Ancora giovane entrò nel Seminario serafico dei Frati Minori Cappuccini e iniziò il cammino verso la vita religiosa. Il 1º gennaio 1896 vestì l'abito cappuccino a Massamagrell e il 3 gennaio 1897 emise la professione religiosa.
La formazione e il sacerdozio
Gioacchino compì gli studi filosofici a Totana, nella regione di Murcia, e quelli teologici a Orihuela, nella provincia di Alicante. Fu ordinato sacerdote il 19 dicembre 1903 dal vescovo di Segorbe. Fin dagli anni della formazione mostrò una particolare inclinazione alla vita spirituale, alla preghiera e al servizio degli altri, qualità che avrebbero caratterizzato tutto il suo ministero sacerdotale.
La missione in Colombia
Nel 1913 partì per la Colombia come missionario. In America Latina svolse un intenso apostolato e nel 1925 venne nominato Superiore regolare della Custodia di Bogotá. Durante gli anni della missione si dedicò alla predicazione, alla vita comunitaria e alla formazione religiosa, distinguendosi per il suo spirito missionario e per la fedeltà alla vocazione cappuccina. Terminato il suo incarico in Colombia, rientrò in Spagna.
Educatore e guida dei giovani
Al suo ritorno fu nominato direttore del Seminario serafico di Massamagrell. In questo incarico si dedicò soprattutto alla formazione dei giovani aspiranti alla vita religiosa, cercando di trasmettere loro l'amore per la vocazione cappuccina e lo spirito missionario. Le testimonianze raccolte durante il processo ricordano la sua grande dedizione all'insegnamento e il modo paterno con cui trattava i seminaristi. Viene inoltre descritto come una persona mite, profondamente spirituale e dotata di una particolare sensibilità mistica.
La devozione all'Eucaristia
Una caratteristica centrale della sua spiritualità fu la profonda devozione all'Eucaristia. Gioacchino promosse l'adorazione eucaristica e le Ore Sante e si impegnò nella diffusione dei Giovedì eucaristici. Fondò inoltre la rivista Vita eucaristica, attraverso la quale contribuì a diffondere la devozione al Sacramento. Alla sua intensa vita eucaristica si univa una particolare devozione mariana, tra cui la pratica delle Tre Ave Maria.
La persecuzione religiosa e il martirio
Nel 1936, durante la persecuzione religiosa che colpì la Spagna, Gioacchino pensò innanzitutto a mettere in salvo i seminaristi affidati alle sue cure. Dopo averli protetti, si rifugiò a Rafelbuñol, presso Valencia, nella casa della famiglia Piquer. Anche durante questo periodo continuò a interessarsi dei suoi studenti e trascorse molto tempo nella preghiera, affidandosi con fiducia alla Provvidenza.
Gli ultimi momenti
Il 30 agosto 1936 fu catturato dai miliziani. Venne condotto ad Albocácer insieme ad alcuni familiari e successivamente trasferito sulla strada tra Puebla Tornesa e Villafamés, nei pressi di Castellón de la Plana. Qui fu ucciso lo stesso giorno. Durante le poche ore trascorse in prigionia cercò di incoraggiare e sostenere i compagni e, secondo le testimonianze, affrontò la situazione con grande umiltà e serenità. Ai familiari rivolse parole di commiato nella prospettiva della vita eterna.
Il culto e la beatificazione
I resti di Gioacchino furono sepolti nel cimitero di Villafamés, ma non poterono essere identificati. La Chiesa riconobbe il suo martirio e la sua testimonianza di fede. Fu beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 2001 insieme ad altri martiri della persecuzione religiosa in Spagna. La sua memoria liturgica ricorre il 30 agosto, giorno del suo martirio.
Una vita offerta al servizio della fede
Il beato Gioacchino da Albocacer è ricordato come sacerdote cappuccino, missionario, educatore e martire. La sua esistenza fu segnata dalla fedeltà alla vita religiosa, dall'amore per l'Eucaristia, dalla formazione dei giovani e dal desiderio di servire la Chiesa. La sua morte, affrontata con serenità e fiducia cristiana, rappresenta il compimento di una vita interamente dedicata alla fede e al servizio degli altri.