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Santa Margherita Ward

Santa Margherita Ward
Nome: Santa Margherita Ward
Titolo: Martire in Inghilterra
Nascita: 1550 circa, Congleton, Cheshire
Morte: 30 agosto 1588, Londra, Inghilterra
Ricorrenza: 30 agosto
Tipologia: Commemorazione




Margherita è una delle pochissime donne tra le martiri cattoliche delle isole britanniche a essere stata canonizzata e beatificata. Viene descritta dalle fonti come una nobile nata a Congleton, nel Cheshire. Visse a Londra, dove lavorava al servizio (forse governante o dama di compagnia) di un'altra gentildonna, la signora Whitall (o Whittle).

Margherita decise di aiutare Guglielmo (alcune fonti riportano Riccardo) Watson (alias Colpepper), un eccentrico prete secolare cattolico rinchiuso nella prigione di Bridewell, e si trovò coinvolta in una storia con conseguenze strane, ridicole e fatali. Un racconto sommario illustra alcune realtà ironicamente brutali di quell'epoca, in cui Watson spesso si trova implicato, troppo spesso rimosse dalle vite dei martiri.

Watson nacque a Durham nel 1558, andò a Oxford all'età di dieci anni (non come studente, come lui stesso sosteneva, ma come servitore) e all'Inns of Court all'età di quattordici. Fu due volte a Reims, all'età di sedici anni e a ventisei. Venne ordinato sacerdote e inviato nella missione inglese nel 1586. Divenne ben presto famoso per le controversie all'interno e fuori dai circoli cattolici. Venne imprigionato e torturato nel Marshalsea, denunciò il complotto del cattolico Antonio Babington per uccidere Elisabetta e liberare Maria, regina di Scozia, acconsentì a frequentare una chiesa protestante e fu rilasciato, ricevette l'assoluzione da un altro sacerdote cattolico, fu arrestato nuovamente mentre celebrava la Messa nella chiesa di Bridewell, fu incatenato in una segreta della prigione di Bridewell e lasciato quasi morire di fame, venne spostato poi in una cella più ampia, sottoposto a continui interrogatori, gli fu ordinato di frequentare ancora la chiesa protestante, fino a che si ammalò di nervi_ Margherita, avendo sentito raccontare questa storia, gli faceva visita regolarmente e gli portava del cibo. Riuscì a guadagnarsi la fiducia della moglie del carceriere e fece pervenire a Watson una corda, dicendo a due barcaioli di aspettarlo al fiume tra le &e e le tac dd astriu o. Watson salì sul tetto della prigione, scese amtaccaso dia corda ma cadde su un capannone e si ruppe unbrama" e mas wilwaliw I due barcaioli lo trovarono e lo trasportarono al sicuro. Giovanni Roche, irlandese, era o il servitore di Maria che si cambiò d'abito con Watson per ingannare i carcerieri, o uno dei due barcaioli che lo fece in seguito. Fu arrestato insieme a Margherita, a cui risalirono tramite la corda, dimenticata da Watson.

Margherita fu messa in catene per otto giorni, appesa per le braccia e picchiata duramente, e infine processata. Lei e Giovanni vennero accusati di aver aiutato ad evadere una persona che era non solo un prigioniero, ma anche un traditore. Rifiutarono di rivelare il nascondiglio del sacerdote; i giudici offrirono di rilasciarli se avessero chiesto il perdono della regina e avessero acconsentito a frequentare la chiesa protestante. Margherita e Giovanni dissero che non avevano fatto nulla per offendere la regina e Margherita disse ai giudici che se Elisabetta «avesse avuto un cuore di donna» e avesse visto Watson lo avrebbe liberato, e che frequentare la chiesa dello stato era contro la loro coscienza. I martiri avrebbero potuto essere condannati con l'accusa di aver compiuto un atto criminale nell'aiutare la fuga di un prigioniero, anche se avrebbero potuto contestare che le leggi alle quali loro e Watson sottostavano erano ingiuste (anche perché Watson era stato arrestato la seconda volta prima che fosse scaduto il periodo di tempo per lasciare l'Inghilterra); ma alla fine vennero condannati per aver disobbedito a un ordine (che Watson stesso aveva prima accettato e poi rifiutato) che sottintendeva, essenzialmente, un atto di prova religiosa. Vennero impiccati a Tybourn il 30 agosto 1588.

Watson probabilmente venne identificato e arrestato nuovamente, fuggì e trascorse due anni a Liège, andò in Irlanda e poi fece ritorno in Inghilterra, fu capo degli Appellanti per il clero secolare (aspramente contrario ai gesuiti) tentando di trovare un accordo accettabile con il Concilio Privato e venne imprigionato tre volte ancora. Durante un periodo di detenzione scrisse la sua autobiografia, riuscì a scappare due volte ancora e ottenne la libertà alla morte di Elisabetta nel 1603. Fu ricevuto da Giacomo I e tentò di negoziare con il sovrano un nuovo giuramento di fedeltà cattolico. Le sue idee contro i gesuiti divennero un'ossessione: contrastò pubblicamente una supposta cospirazione gesuita per far salire al trono l'infante spagnola, collaborò a numerosi testi polemici e ne scrisse uno contro la Società. Cospirò in diversi complotti e prese parte con altri cattolici a un tentativo di rapire Giacomo I per obbligarlo a sostituire i ministri protestanti con ministri cattolici.

A quell'epoca, probabilmente, Watson era diventato un mitomane, perché si era autonominato lord cancelliere del nuovo governo. Padre Garnet, il superiore gesuita, e padre Blackwell, l'arciprete, rivelarono il complotto al governo: Watson venne arrestato un'altra volta e rinchiuso nella Torre di Londra per impedire ogni tentativo (li fuga. Al suo processo ebbe alcuni splendidi scambi di battute con re Giacomo, ugualmente eccentrico. Fu messo a morte prima della fine dell'anno, dopo aver chiesto il perdono dei gesuiti.

È difficile stabilire se il comportamento di Watson fosse la risposta a un mondo anormale di una persona malata di mente o quella di un uomo coraggiosamente anticonformista a un mondo in cui Watson spesso si trovava implicato. È difficile anche sapere quello che Margherita pensasse di lui o lui di lei: le sue azioni e i pesanti commenti su Elisabetta fanno pensare che, per un certo verso, potevano essere veramente spiriti affini. Margherita venne beatificata nel 1929 e canonizzata da papa Paolo VI nel 1970.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Londra in Inghilterra, santa Margherita Ward, martire, che, sposata, fu condannata a morte sotto la regina Elisabetta I per avere aiutato un sacerdote e accolse con animo lieto il martirio dell’impiccagione a Tyburn. Nello stesso luogo, subirono insieme a lei il martirio i beati Riccardo Leigh, sacerdote, e i laici Edoardo Shelley e Riccardo Martin, inglesi, Giovanni Roche, irlandese, e Riccardo Lloyd, gallese, il primo perché sacerdote, gli altri per avere dato ospitalità a dei sacerdoti.

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