A Laviano, piccolo paese della provincia di Perugia, nacque nel 1237 Margherita. Fu detta da Cortona, perché in questa città edificò i popoli con la sua virtù ed ebbe onorata sepoltura.
Ancor giovanetta manifestò singolare bontà e gentilezza d’animo, unite a un forte amore per le pratiche di pietà. Rimasta priva della madre proprio quando maggiore ne sentiva il bisogno, visse l’età giovanile senza quella guida tanto necessaria. Il padre passò a seconde nozze, ma la povera Margherita fu disprezzata dalla matrigna.
Dotata di straordinaria bellezza e priva di materna custodia, si lasciò trascinare a illeciti amori con un ricco giovane. Una notte però l’amante fu ucciso tragicamente: questo fatto segnò per lei la chiamata di Dio.
Margherita obbedì prontamente. Si recise la bellissima chioma e, in abiti dimessi, si recò in chiesa durante la Messa chiedendo pubblico perdono degli scandali dati con la sua vita. Affidandosi alla Provvidenza, decise di recarsi a Cortona per trovare una casa di penitenza.
Entrò nella chiesa dei Padri Francescani e, spinta dalla grazia, si prostrò a terra versando copiose lacrime di dolore, fino a svenire. Due pie donne la soccorsero e le offrirono asilo. Aveva allora venticinque anni. Lo Spirito del Signore la trasformò: preghiere, lacrime e macerazioni divennero la sostanza della sua vita.
Vestì l’abito del Terz’Ordine francescano e lo onorò con virtù eroiche. Non vi fu opera di penitenza che non esercitasse, né pratica di pietà in cui non fosse maestra.
Un giorno, prostrata davanti al Crocifisso, si sentì domandare: «Che cosa vuoi, poverella?». Margherita rispose: «Non voglio altro che Te, mio Signore Gesù Cristo».
Pur senza ritirarsi totalmente dal mondo, si unì ad altre donne animate dall’ideale della penitenza e della carità e fondò il Ricovero della Misericordia per i poveri, numerosissimi in quei tempi segnati da guerre e devastazioni. Dio la premiò con il dono dei miracoli e fu detta santa già in vita.
Morì il 22 febbraio 1297. Tre secoli dopo la morte, il suo corpo fu trovato morbido e fresco come nel giorno della deposizione nel tumulo.
Oggi le sue venerate spoglie riposano in una splendida chiesa a lei dedicata a Cortona. I fedeli di quei luoghi conservano viva devozione e tramandano di generazione in generazione la memoria della sua vita.
PRATICA. L’innocenza è fiore di paradiso e si conserva con la mortificazione: se l’abbiamo perduta, riconquistiamola con la penitenza.
PREGHIERA. Dio, che la tua serva Margherita conducesti misericordiosamente dalla via della perdizione al sentiero della salvezza, per la stessa misericordia concedi a noi che, mentre non ci siamo vergognati di seguirla nei traviamenti, ci studiamo ora di seguirla speditamente nella penitenza.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Cortona in Toscana, santa Margherita, che, fortemente scossa dalla morte del suo amante, lavò con una salutare vita di penitenza le macchie della sua giovinezza e, accolta nel Terz’Ordine di san Francesco, si ritirò nella mirabile contemplazione delle realtà celesti, ricolmata da Dio con superiori carismi.
