Santa Eufemia di Orense, chiamata anche Eufemia di Ourense, è venerata come vergine e martire e occupa un posto particolare nella tradizione cristiana della Galizia. Della sua vita, tuttavia, non possediamo informazioni storiche certe: le biografie che la riguardano furono elaborate molti secoli dopo e la sua figura venne talvolta confusa con quella di sant'Eufemia di Calcedonia, la celebre martire dell'Asia Minore.
Una martire della Galizia romana
Secondo la tradizione galiziana, Eufemia sarebbe vissuta tra il II e il III secolo e avrebbe subito il martirio durante il regno dell'imperatore Adriano. Alcune fonti agiografiche tarde la fanno nascere nel territorio di Braga o Baiona intorno al 119-120 e la inseriscono in un racconto molto elaborato relativo a una famiglia cristiana della Gallaecia romana. Questi particolari, però, non sono considerati storicamente documentati.
La leggenda delle nove sorelle
Una delle tradizioni più conosciute racconta che Eufemia fosse una delle nove figlie nate da Calsia, moglie del governatore romano Lucio Castelio Severo. Secondo la leggenda, la madre, spaventata dalla nascita contemporanea di nove bambine e temendo di essere accusata di infedeltà, avrebbe ordinato alla domestica Sila di abbandonarle. Le bambine sarebbero però state salvate e successivamente avrebbero intrapreso la vita cristiana. Questo racconto appartiene alla tradizione agiografica medievale e non può essere utilizzato come fonte storica certa.
Il ritrovamento miracoloso delle reliquie
Il culto di Eufemia di Orense è legato soprattutto a un celebre racconto sul ritrovamento delle sue reliquie. Intorno all'anno 1060, una pastora avrebbe scoperto presso Campelo una tomba dalla quale sporgeva una mano con un anello d'oro. La donna avrebbe preso l'anello, perdendo immediatamente la parola. Dopo averlo restituito alla mano della defunta, avrebbe recuperato miracolosamente la capacità di parlare. Una voce avrebbe quindi rivelato che quella era la tomba di Santa Eufemia.
La contesa tra Braga e Orense
Le reliquie furono inizialmente custodite in una piccola chiesa situata nella zona di confine tra le diocesi di Braga e Orense. Nel XII secolo il vescovo di Orense Pietro Seguín, in carica dal 1157 al 1169, cercò di trasferire il corpo della santa nella cattedrale della propria città. La comunità legata alla diocesi di Braga si oppose al trasferimento e nacque una disputa sulla proprietà delle reliquie.
Il viaggio verso Orense
Secondo la tradizione, per risolvere la controversia si decise di affidare la scelta alla Provvidenza. Il sarcofago contenente le reliquie venne collocato su un carro trainato da buoi, lasciando che fossero gli animali a indicare la destinazione. I buoi si diressero verso Orense e si fermarono nella zona di Seixalbo. In quel luogo venne innalzata una croce e, successivamente, il corpo della santa fu condotto nella città di Orense. Il racconto contribuì a rafforzare enormemente il culto della martire nella diocesi.
La venerazione nella Cattedrale di San Martino
Le reliquie di Santa Eufemia furono collocate nella Cattedrale di San Martino di Orense, dove il suo culto divenne particolarmente importante. La cattedrale conserva ancora oggi il reliquiario della santa insieme a quelli dei martiri Facondo e Primitivo. I tre santi sono esplicitamente ricordati dalla stessa cattedrale come martiri legati alla diocesi orensana.
La sistemazione delle reliquie nel XVIII secolo
Il 23 giugno 1720, durante una delle grandi campagne di rinnovamento della cattedrale, le reliquie di Santa Eufemia furono collocate solennemente nel nuovo apparato del presbiterio insieme a quelle dei santi Facondo e Primitivo. La diocesi di Orense ricorda ancora oggi questa traslazione come uno degli avvenimenti importanti nella storia della cattedrale.
La chiesa cittadina dedicata alla santa
La devozione a Eufemia è così forte a Orense che alla santa venne dedicato anche uno dei principali edifici religiosi del centro storico. L'attuale chiesa di Santa Eufemia ebbe origine come chiesa del collegio dei Gesuiti, con lavori iniziati nel XVII secolo. Dopo l'espulsione della Compagnia di Gesù dalla Spagna nel 1767, l'edificio divenne chiesa parrocchiale della diocesi.
Il culto in Galizia
La devozione a Santa Eufemia è particolarmente diffusa in Galizia, dove numerose chiese e località portano il suo nome. La tradizione galiziana la identifica generalmente con una martire vissuta sotto Adriano, mentre la tradizione universale della Chiesa ricorda nello stesso giorno, il 16 settembre, Santa Eufemia di Calcedonia, martire sotto Diocleziano. La coincidenza della festa ha contribuito nei secoli alla sovrapposizione delle due figure.
Una figura dalla storia incerta
Dal punto di vista storico, è importante distinguere la tradizione locale dalle informazioni documentabili. Le fonti sottolineano che della presunta martire orensana non conosciamo una biografia attendibile e che molte delle narrazioni sulla sua vita furono elaborate in epoca molto più tarda. Anche la sua presenza nel Martirologio Romano non è paragonabile a quella di Santa Eufemia di Calcedonia. Il suo culto, tuttavia, è profondamente radicato nella storia religiosa di Orense e della Galizia.
La memoria del 16 settembre
La tradizione locale celebra Santa Eufemia di Orense il 16 settembre. La sua memoria rimane legata soprattutto alla città di Orense, alla sua cattedrale e alle reliquie che vi sono custodite. La storia del ritrovamento miracoloso e del trasferimento del corpo ha contribuito a fare di Eufemia una delle figure più importanti della devozione popolare galiziana.