Santa Eliana è venerata come vergine e martire e appartiene al gruppo delle quattro giovani cristiane formato, secondo la tradizione, da Eliana, Filantia, Taziana e Marciana di Amasea. Le notizie storiche sulla sua vita sono molto scarse e la sua figura è conosciuta soprattutto attraverso le antiche tradizioni martirologiche.
Eliana visse nei primi secoli del cristianesimo nella regione del Ponto, nell'Asia Minore, territorio corrispondente in gran parte all'attuale Turchia. La tradizione la presenta come una giovane cristiana che condivise con Filantia, Taziana e Marciana la fede e la testimonianza cristiana.
Le quattro giovani vivevano ad Amasea, antica città del Ponto, in un periodo nel quale le comunità cristiane erano ancora esposte alle persecuzioni delle autorità romane.
Secondo la tradizione agiografica, Eliana e le sue compagne furono arrestate a causa della loro fede cristiana.
Alle giovani venne chiesto di rinnegare la fede in Gesù Cristo e di partecipare ai culti pagani. Eliana, insieme alle altre compagne, rimase però ferma nella professione della fede cristiana.
Le quattro furono sottoposte a persecuzioni e violenze nel tentativo di costringerle ad abbandonare il cristianesimo. Nonostante le sofferenze, continuarono a professare la loro fede.
La tradizione riferisce che Eliana, Filantia, Taziana e Marciana furono condannate a morte e morirono martiri per la fede cristiana.
Santa Eliana fu quindi ricordata insieme alle sue tre compagne come vergine e martire di Amasea.
Le fonti antiche che conservano la memoria del gruppo sono il Martirologio Siriaco e il Martirologio Geronimiano. La loro testimonianza è stata ripresa anche dalla tradizione agiografica successiva.
Una particolare devozione verso Santa Eliana si sviluppò a Torino, presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza fondata da San Giuseppe Benedetto Cottolengo.
Secondo la documentazione conservata dalle religiose del Cottolengo, il corpo attribuito a Santa Eliana fu rinvenuto il 20 marzo 1842 nel cimitero di Ciriaca, sulla Via Tiburtina a Roma. Presso i resti fu trovato anche un piccolo recipiente contenente tracce di sangue e un'iscrizione con il nome di Eliana.
Le reliquie furono riconosciute e successivamente trasferite a Torino. Giunsero alla Piccola Casa della Divina Provvidenza come dono del cardinale Costantino Patrizi a padre Luigi Anglesio.
Presso il Cottolengo venne quindi realizzata una cappella dedicata alle reliquie e fu preparata un'urna con un simulacro in cera della martire.
La devozione verso Santa Eliana ebbe particolare importanza nella storia della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Nel 1856 vennero fondate le Figlie di Santa Eliana, una comunità femminile impegnata nei servizi della Piccola Casa e successivamente conosciuta come Suore di Santa Eliana.
La santa divenne così una figura particolarmente legata all'opera del Cottolengo e alla sua tradizione di assistenza alle persone povere, malate e bisognose.
Santa Eliana è ricordata nella tradizione agiografica come vergine e martire di Amasea. La sua memoria è associata alle altre tre martiri Filantia, Taziana e Marciana.
La sua festa viene tradizionalmente celebrata il 18 agosto.
La documentazione storica disponibile sulla santa è molto limitata e non consente di ricostruire con certezza la sua biografia, la data del martirio o le circostanze precise della sua morte. La sua memoria è però rimasta viva attraverso le antiche fonti martirologiche e, in particolare, attraverso la venerazione delle reliquie custodite presso il Cottolengo di Torino.