Santa Dolcissima è venerata come vergine e martire ed è la principale patrona di Sutri, nell'attuale provincia di Viterbo. Le notizie storiche sulla sua vita sono estremamente scarse e la tradizione agiografica non permette di ricostruirne con certezza la biografia. È ricordata come una giovane cristiana della comunità sutrina che avrebbe subito il martirio durante le persecuzioni dell'imperatore Diocleziano. La sua memoria liturgica ricorre il 16 settembre.
Una vergine cristiana di Sutri
Secondo la tradizione locale, Dolcissima visse a Sutri nel III secolo e si dedicò alla diffusione della fede cristiana. Le fonti devozionali raccontano che predicò il Vangelo nel territorio laziale in un periodo nel quale i cristiani erano esposti alle persecuzioni dell'autorità romana. Non sono però disponibili dati sicuri sulla sua famiglia, sulla sua nascita o sulle circostanze precise della sua attività evangelizzatrice.
Il martirio durante la persecuzione di Diocleziano
La tradizione colloca il suo martirio a Sutri il 16 settembre, in un anno compreso indicativamente tra il 284 e il 305, periodo della persecuzione di Diocleziano. Dolcissima avrebbe affrontato la morte senza rinnegare la propria fede cristiana. Il suo nome è rimasto così legato alla testimonianza dei primi cristiani della città.
La memoria archeologica del martirio
Un elemento importante nella tradizione di Santa Dolcissima è rappresentato da una iscrizione marmorea conservata nella cappella a lei dedicata nella cattedrale di Sutri. L'epigrafe ricorda una «dolcissima vergine» che, per la fede in Dio, rinunciò al mondo e subì il martirio. Secondo la tradizione, la lapide fu rinvenuta nel XVII secolo nell'area delle catacombe di San Giovenale, nei pressi dell'attuale cimitero di Sutri.
Le catacombe di San Giovenale
Il legame con le catacombe ha contribuito in maniera determinante alla diffusione del culto. Tuttavia, dal punto di vista storico, è necessario distinguere la tradizione dalla documentazione: alcuni studi archeologici hanno messo in dubbio l'antichità dell'epigrafe tradizionalmente associata alla santa. Una ricerca storica sulla Tuscia osserva infatti che la prima attestazione certa del culto di Dolcissima risale alle costituzioni vescovili di Sutri del 1371.
La patrona di Sutri
Il culto di Dolcissima si radicò profondamente nella comunità sutrina. La santa è oggi la patrona principale della città e viene celebrata solennemente ogni 16 settembre. La diocesi di Civita Castellana conferma ufficialmente la festa patronale nella parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo e nella parrocchia di San Silvestro, entrambe a Sutri.
La festa del 16 settembre
La festa di Santa Dolcissima coincide con il suo dies natalis, cioè il giorno tradizionalmente considerato della sua morte terrena e della nascita alla vita eterna. A Sutri la celebrazione è accompagnata da una solenne processione attraverso le vie della città, alla quale partecipano le confraternite e numerosi fedeli. La devozione alla santa è particolarmente radicata nella popolazione locale.
La statua e l'iconografia
Santa Dolcissima è rappresentata come una giovane vergine con la palma del martirio, simbolo della vittoria conseguita attraverso la fedeltà a Cristo. A Sutri viene venerato un prezioso simulacro ligneo e argentato, di gusto barocco, tradizionalmente attribuito alla scuola del Bernini. La statua è custodita nella cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo e costituisce uno degli oggetti più importanti della devozione cittadina.
La devozione e gli ex voto
La cappella della santa nella cattedrale conserva numerosi ex voto, testimonianza della continuità della devozione popolare. Il culto di Dolcissima è rimasto infatti strettamente collegato all'identità religiosa e civile di Sutri, tanto da diventare uno degli elementi caratteristici della tradizione della città.
Una figura storicamente difficile da ricostruire
La figura di Santa Dolcissima deve essere presentata con prudenza dal punto di vista storico. La tradizione la considera una martire del III secolo, ma le fonti disponibili non consentono di ricostruire con certezza la sua vita, il suo martirio e la data precisa della sua morte. Alcuni studiosi hanno persino proposto di identificare Dolcissima con santa Mustiola di Chiusi, ipotesi che non è però universalmente accettata.