Le notizie storiche sulla sua vita di San Terenzio sono risultate scarse e, in parte, affidate alla tradizione. Secondo il racconto agiografico più diffuso, Terenzio è provenuto dalla Pannonia e ha vissuto in un periodo segnato da tensioni e persecuzioni contro i cristiani.
La tradizione ha riferito che Terenzio ha attraversato l’Adriatico e si è stabilito nell’area di Pesaro. Qui è diventato un punto di riferimento per la comunità cristiana locale. Per questo motivo è stato ricordato come primo vescovo di Pesaro, impegnato nell’annuncio del Vangelo e nel consolidamento della giovane comunità.
Sempre secondo la tradizione, Terenzio è stato ucciso a causa della fede intorno alla metà del III secolo. Il martirio è stato collegato a una località nei pressi della città, ricordata in alcune fonti devozionali come zona dell’“Acqua Mala” o “Acqua cattiva”.
Dopo la morte, i fedeli ne hanno custodito la memoria e ne hanno onorato il sepolcro. Nei secoli successivi il culto è cresciuto e le reliquie sono state oggetto di venerazione e di traslazioni, fino alla loro custodia in ambito cattedrale, secondo la tradizione locale.
Nell’iconografia sacra, San Terenzio è stato raffigurato spesso come vescovo, con insegne episcopali, e talvolta con la palma del martirio, segno della testimonianza resa fino alla morte.
Il legame con la città è rimasto centrale nella devozione: San Terenzio è stato invocato come protettore di Pesaro e commemorato ogni anno con celebrazioni religiose dedicate alla sua figura.