San Salvador Lara Puente nacque il 13 agosto 1905 nel villaggio di Berlín, appartenente alla parrocchia di Súchil, nello Stato di Durango, in Messico. Fu un laico cattolico, membro dell'Azione Cattolica della Gioventù Messicana e della Lega Nazionale per la Difesa della Libertà Religiosa. Morì martire durante la persecuzione religiosa in Messico il 15 agosto 1926.
Salvador era figlio di Francisco Lara e María Soledad Puente Granados. Rimase orfano di padre durante l'infanzia e fu cresciuto dalla madre.
Fin da giovane si trasferì con la famiglia a Chalchihuites, nello Stato di Zacatecas, dove trascorse gran parte della sua vita.
Era un giovane di corporatura alta e robusta, appassionato dello sport della charrería, una tradizione equestre tipica del Messico. Le testimonianze sulla sua vita lo descrivono come una persona educata, rispettosa e affettuosa verso la madre.
Salvador entrò nel Seminario di Durango, iniziando gli studi in vista del sacerdozio.
A causa delle difficoltà economiche della famiglia fu però costretto ad abbandonare il seminario e a cercare un lavoro per contribuire al sostentamento dei suoi familiari.
Tornato a Chalchihuites, continuò a collaborare con la propria parrocchia e a partecipare alle attività della comunità cattolica.
Salvador trovò impiego presso una compagnia mineraria della regione di Chalchihuites.
Era considerato un dipendente responsabile e affidabile e svolgeva il proprio lavoro parallelamente all'attività nella comunità cattolica.
Salvador entrò nell'Azione Cattolica della Gioventù Messicana, organizzazione alla quale dedicò una parte importante della sua attività.
Fu presidente della sezione locale dell'associazione a Chalchihuites. In questo ruolo si occupò della formazione dei giovani e delle attività apostoliche della comunità.
Fu inoltre segretario della sezione locale della Lega Nazionale per la Difesa della Libertà Religiosa, collaborando con Manuel Morales, che ne era il presidente.
Salvador lavorava a stretto contatto anche con il parroco di Chalchihuites, don Luis Batis Sáinz, e con suo cugino David Roldán Lara.
Nel 1926 il governo messicano intensificò l'applicazione delle disposizioni anticlericali previste dalla Costituzione. La situazione provocò un forte contrasto tra il governo e la Chiesa cattolica e portò alla sospensione del culto pubblico.
A Chalchihuites Salvador continuò a partecipare alle attività dell'Azione Cattolica e della Lega Nazionale per la Difesa della Libertà Religiosa.
La sua attività nella comunità cattolica lo rese uno degli obiettivi delle autorità durante la persecuzione.
La sera del 14 agosto 1926, Salvador si trovava insieme a Manuel Morales e al cugino David Roldán Lara in una riunione nella quale si discuteva come intervenire per ottenere la liberazione del parroco Luis Batis Sáinz, che era stato arrestato poco prima.
Durante la riunione arrivarono i soldati e procedettero all'arresto dei tre giovani.
Quando i militari pronunciarono il suo nome per chiamarlo, Salvador rispose semplicemente: «Eccomi».
Fu quindi condotto in prigione insieme a Manuel Morales e David Roldán Lara. Nella stessa detenzione si trovava anche il parroco Luis Batis Sáinz.
Il 15 agosto 1926, Salvador e gli altri prigionieri furono prelevati dal luogo di detenzione.
Salvador venne condotto insieme al cugino David Roldán Lara verso il luogo nel quale sarebbero stati uccisi.
Durante il tragitto i due giovani videro i corpi del parroco Luis Batis Sáinz e di Manuel Morales, che erano stati uccisi poco prima.
Salvador e David proseguirono insieme verso il luogo dell'esecuzione.
Secondo la testimonianza ufficiale riportata dalla Santa Sede, Salvador camminò insieme al cugino con atteggiamento sereno e, arrivato sul luogo stabilito, rimase in preghiera.
Il 15 agosto 1926, a Chalchihuites, nello Stato di Zacatecas, Salvador Lara Puente venne fucilato.
Aveva appena compiuto 21 anni.
Salvador Lara Puente fu inserito nel gruppo dei 25 martiri messicani della persecuzione religiosa, comprendente sacerdoti e laici uccisi durante il periodo della Guerra Cristera.
Il decreto sul riconoscimento del martirio fu promulgato il 7 marzo 1992.
Il 22 novembre 1992, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme agli altri martiri messicani del gruppo.
Il 28 giugno 1999 venne promulgato il decreto relativo alla canonizzazione del gruppo dei martiri messicani.
Il 21 maggio 2000, durante una celebrazione solenne in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II canonizzò Salvador Lara Puente insieme a San Cristoforo Magallanes Jara e ai suoi 24 compagni martiri.
Da allora Salvador Lara Puente è venerato nella Chiesa cattolica come laico e martire messicano.
Le reliquie di Salvador Lara Puente sono legate alla comunità di Chalchihuites, nello Stato di Zacatecas, dove visse e dove venne ucciso insieme al parroco Luis Batis Sáinz, a Manuel Morales e al cugino David Roldán Lara.