San Paolino di Lucca fu il primo vescovo storicamente venerato della città di Lucca e visse tra il I e il II secolo. Secondo l'antica tradizione, era originario di Antiochia e fu uno dei discepoli dell'Apostolo San Pietro, che lo inviò in Italia per annunciare il Vangelo nelle terre della Tuscia.
Giunto a Lucca, trovò una popolazione ancora legata al paganesimo e iniziò con coraggio la sua opera di evangelizzazione. Attraverso la predicazione, la testimonianza della carità e numerose conversioni, riuscì a costituire una delle prime comunità cristiane della città, gettando le basi della futura diocesi lucchese.
La tradizione racconta che il suo zelo apostolico suscitò l'ostilità delle autorità romane. Arrestato per la sua fede, fu invitato a sacrificare agli dèi pagani, ma rifiutò con fermezza, dichiarando di adorare unicamente Gesù Cristo.
Per questo motivo venne sottoposto a interrogatori e torture, senza mai rinnegare la propria fede. Rimasto saldo nella testimonianza cristiana, fu infine condannato a morte e decapitato, ricevendo la corona del martirio. Il suo sacrificio contribuì a rafforzare la giovane comunità cristiana di Lucca, che continuò a custodirne con devozione la memoria.
Nei secoli successivi il culto di San Paolino si diffuse in tutta la diocesi di Lucca. Le sue reliquie furono venerate con grande rispetto e il santo venne riconosciuto come patrono principale della città e della diocesi, insieme ad altri santi lucchesi.
Pur essendo avvolti dalla tradizione alcuni particolari della sua vita, San Paolino rimane una figura fondamentale per la storia del cristianesimo lucchese, simbolo del coraggio dei primi evangelizzatori che portarono il Vangelo in Italia affrontando persecuzioni e persecuzioni fino al dono della vita.
La memoria liturgica di San Paolino di Lucca si celebra il 12 luglio.