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San Marziale di Limoges

San Marziale di Limoges
Nome: San Marziale di Limoges
Titolo: Vescovo e confessore
Ricorrenza: 30 giugno
Tipologia: Commemorazione




La storia di Marziale è un esempio interessante degli sforzi dei cronachisti francesi medievali di intrecciare la storia della Chiesa primitiva nelle loro terre alla narrazione biblica della vita di. Cristo, e questo risultato si poteva ottenere attribuendo a S. Lazzaro di Betania (17 dic.) di essersi spinto in una missione evangelizzatrice fino a quelle terre, oppure confondendo due persone aventi lo stesso nome, per esempio identificando S. Trofimo di Arles (29 dic.) con Trofimo citato in 2 Tm 4, 20, o ancora attribuendo un retroterra biblico a un santo francese, vissuto in verità secoli dopo l'epoca neotestamentaria. Marziale è un tipico esempio di questo terzo processo.

Tutto ciò che conosciamo di lui è che fu vescovo di Limoges e che fin da una data molto antica è venerato come apostolo del Limousin e fondatore di quella sede episcopale. Secondo una tradizione ricorrente nel VI secolo e riportata da Gregorio di Tours fu uno dei sette missionari inviati da Roma a evangelizzare la Gallia appena prima del 250: Gaziano (17 dic.) andò a Tours; Trofimo ad Arles; Paolo (22 mar.) a Narbona; Marziale a Limoges; Dionigi (o Denis, 9 ott.) a Parigi; Saturnino (29 nov.) a Tolosa e Austremonio (1 nov.) a Clermont; tutti divennero vescovi e sono venerati come santi.

Nelle liturgie antiche di Limoges Marziale viene ricordato come confessore. Un racconto stravagante delle sue gesta fa la sua comparsa nel 1029, pretendendo dì attribuire al vescovo Aureliano (16 giu.), successore di Marziale, la paternità dello scritto, che mutua molto dalla Historia Apostolica, un documento apocrifo che in un primo tempo circolava attribuito a un tale Abdia. La storia pare sia nata con Ademaro di Chabannes (986-1043) allo scopo di accrescere la fama della abbazia di S. Marziale di Limoges, dove aveva completato gli studi. A suo dire Marziale sarebbe vissuto in Palestina durante la vita terrena di Cristo, e tutto ciò fu preso talmente sul serio da diventare oggetto di dibattito in alcuni sinodi.

Marziale, chiamato "il fedele», a quindici anni sarebbe stato convertito dalla predicazione di Gesù; battezzato dall'apostolo Pietro (29 giu.), suo parente; era il giovanetto che aveva i cinque pani d'orzo e i due pesci quando il Signore sfamò i cinquemila (Gv 6, 1-15); era colui che sorreggeva l'asciugatoio che Gesù usò per asciugare i piedi dei discepoli nell'Ultima Cena; era presente alla resurrezione di Lazzaro; serviva a tavola durante l'Ultima Cena e ricevette lo Spirito Santo con gli altri discepoli nel giorno di Pentecoste; era tra i settantadue discepoli; accompagnò a Roma e ad Antiochia S. Pietro, che lo inviò ad annunciare il Vangelo in Gallia. Durante il viaggio ridiede la vita a un suo compagno; arrivato a Tulle liberò da uno spirito maligno la figlia del suo ospite e operò la resurrezione del figlio del governatore romano, strangolato dal demonio: questi due miracoli portarono alla conversione e al battesimo di tremilaseicento persone. A questi fecero seguito altri miracoli: sacerdoti pagani che si opponevano a Marziale furono colpiti dalla cecità e riottennero la vista solo dopo una sua preghiera per loro; persone che avevano picchiato e messo in prigione il vescovo a Limoges furono uccise da un fulmine, ma la popolazione chiese a Marziale di aver pietà di quei morti, ed egli li riportò in vita. La nobildonna Valeria, promessa sposa al duca Stefano, lo rifiutò perché dopo essere divenuta penitente di Marziale aveva fatto voto di verginità; il duca la fece decapitare ed ella si allontanò dal luogo dell'esecuzione con la sua testa sottobraccio.

Allora il duca si convertì alla fede e andò pellegrino a Roma, dove trovò S. Pietro che ammaestrava il popolo in un luogo chiamato Vaticano; il duca comunicò al capo degli apostoli notizie di Marziale e dei progressi della diffusione del Vangelo in Gallia.

Evidentemente l'immaginazione porta agli eccessi: fu certamente Ademaro a contraffare la bolla attribuita a papa Giovanni XIX che autorizzava il culto di Marziale con tutti gli onori dovuti a uno degli apostoli; si sospetta che egli abbia contraffatto altri documenti incerti di eguale importanza.

Nel 1854 la Congregazione dei Riti si rifiutò di ratificare tale bolla, affermando che Marziale dovesse essere ricordato nella Messa, nelle litanie e nell'Ufficio solo con il titolo di vescovo e confessore; alcune fonti francesi, tuttavia, hanno continuato a insistere che fosse un apostolo del i secolo «di origini giudaiche, della tribù di Beniamino» e «il primo a predicare ai popoli occidentali».

MARTIROLOGIO ROMANO. A Limoges in Aquitania, in Francia, san Marziale, vescovo.

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