San Marco Ji Tianxiang nacque nel 1834 a Yazhuangtou, nella provincia dell'Hebei, in Cina, all'interno di una famiglia cristiana. Fin da giovane ricevette un'educazione cattolica e, crescendo, divenne un medico stimato e conosciuto per la sua generosità verso i poveri, che spesso curava gratuitamente.
La sua vita fu segnata però da una lunga e difficile prova personale. A causa di una malattia allo stomaco iniziò ad assumere oppio come rimedio, una pratica abbastanza diffusa nella medicina dell'epoca, ma con il tempo ne sviluppò una dipendenza. Nonostante i suoi continui tentativi di liberarsene, non riuscì a superare questa sofferenza.
Per molti anni la sua condizione venne interpretata come una mancanza di volontà spirituale e, secondo la disciplina del tempo, gli fu impedito di ricevere i sacramenti. Marco, tuttavia, non abbandonò mai la fede: continuò a pregare, a frequentare la comunità cristiana e a chiedere a Dio la grazia di rimanere fedele fino alla fine.
Durante la Ribellione dei Boxer del 1900 scoppiò una dura persecuzione contro i cristiani. Marco Ji Tianxiang venne arrestato insieme ad alcuni membri della sua famiglia e ad altri fedeli. Gli fu offerta la possibilità di salvarsi rinnegando Cristo, ma rifiutò con fermezza.
Il 7 luglio 1900 venne condotto al martirio insieme ai suoi familiari. Prima della morte incoraggiò i compagni di prigionia e chiese di essere ucciso per ultimo, per poter sostenere gli altri fino alla fine. Affrontò la morte pregando e professando la sua fede in Cristo.
Fu canonizzato da San Giovanni Paolo II il 1º ottobre 2000 insieme ai 120 martiri della Cina.
La vita di San Marco Ji Tianxiang è una testimonianza particolare di santità: mostra la fedeltà di un uomo che, pur portando una grande fragilità personale, non smise mai di amare Dio e rimase fedele fino al sacrificio della propria vita.