San Franco, venerato come patrono di Francavilla al Mare, fu un monaco ed eremita di origine calabrese vissuto tra la fine del X secolo e l'inizio dell'XI secolo. Le fonti antiche non permettono di stabilire con certezza né l'anno né il luogo preciso della sua nascita. La tradizione lo collega alla Calabria e alla comunità dei monaci italo-greci guidata dall'abate Sant'Ilarione.
Secondo la tradizione, Franco entrò ancora giovane in un monastero della Calabria, nei pressi di Taverna, insieme ad altri compagni. La comunità seguiva la tradizione monastica orientale e aveva come guida l'abate Ilarione.
In seguito, a causa delle incursioni saracene che interessavano frequentemente la Calabria, Ilarione e i suoi compagni lasciarono la regione e si trasferirono in Abruzzo.
I monaci si stabilirono nella zona dell'attuale Casoli, presso il luogo allora conosciuto come Prata o Plata. Qui costruirono una chiesa e un ricovero e iniziarono a dedicarsi alla preghiera, al lavoro e alla predicazione.
La comunità divenne un importante centro della presenza monastica italo-greca nella regione. Dopo la morte dell'abate Ilarione, i monaci scelsero come guida Nicola Greco.
Nicola guidò il gruppo in un viaggio verso Roma, con l'intenzione di visitare i principali luoghi sacri della città.
Durante il viaggio di ritorno da Roma morì anche Nicola Greco. I monaci, per umiltà, non vollero eleggere un nuovo superiore e decisero di separarsi, scegliendo ciascuno un luogo nel quale condurre una vita solitaria.
Franco si diresse verso la costa adriatica e raggiunse il territorio di Francavilla al Mare.
Franco si stabilì nel territorio allora appartenente al feudo Cerretano, nell'area che oggi viene chiamata San Pasquale.
Qui condusse una vita da eremita, dedicandosi alla preghiera e al lavoro. Secondo la tradizione, coltivava personalmente la terra e lavorava con l'aratro, vivendo in condizioni di grande semplicità.
Non rimase però completamente isolato dalla popolazione. Gli abitanti del territorio si rivolgevano a lui per ricevere consigli e assistenza spirituale. La tradizione attribuisce inoltre a Franco diversi episodi prodigiosi, che contribuirono alla diffusione della fama della sua santità.
Secondo la tradizione locale, un giorno Franco fu trovato morto nel suo rifugio, disteso sulla nuda terra e con le braccia incrociate sul petto.
Il suo corpo venne trasportato a Francavilla e sepolto nella vecchia chiesa di Sant'Elena, che si trovava nell'area dell'attuale centro cittadino.
Le antiche testimonianze riportano il 2 dicembre come giorno della sua morte, mentre l'anno non è conosciuto con certezza.
Dopo la morte si sviluppò rapidamente una profonda venerazione popolare nei confronti dell'eremita. Franco venne considerato dalla popolazione di Francavilla un santo e la sua tomba divenne meta di devozione.
Il culto si consolidò nel corso dei secoli e San Franco divenne il principale patrono della città.
Il 7 maggio 1431 le reliquie di San Franco furono trasferite dalla vecchia chiesa di Sant'Elena alla nuova chiesa di Santa Maria Maggiore.
Le ossa del santo furono collocate in una preziosa urna d'argento e rimasero nella chiesa, dove continuarono a essere oggetto di venerazione da parte della popolazione.
Il 30 luglio 1566 Francavilla fu attaccata dalle truppe turche guidate da Pialì Pascià. La città venne saccheggiata e le chiese furono devastate.
Anche la chiesa di Santa Maria Maggiore venne saccheggiata. L'urna d'argento contenente le reliquie di San Franco fu asportata e il corpo del santo venne bruciato nella pubblica piazza.
Alcuni fedeli riuscirono tuttavia a recuperare una parte delle ossa rimaste dopo il rogo. Queste piccole reliquie furono conservate e successivamente custodite in un reliquiario a forma di busto.
Nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Francavilla al Mare sono tuttora conservate reliquie attribuite a San Franco.
Tra i manufatti del tesoro della chiesa si trova anche un importante braccio reliquiario in argento, realizzato nel XVIII secolo da una bottega napoletana, che contiene una reliquia dell'ulna del santo.
La chiesa conserva inoltre una testa di San Franco in argento, anch'essa risalente al XVIII secolo.
La devozione a San Franco è profondamente radicata nella storia religiosa di Francavilla al Mare. La tradizione locale lo invoca soprattutto in occasione delle calamità naturali e dei pericoli legati al mare e agli eventi atmosferici.
San Franco è infatti considerato protettore contro il vento, le tempeste marine, le trombe d'aria, gli uragani e la grandine.
A Francavilla al Mare San Franco viene ricordato in tre diverse ricorrenze.
Il 2 dicembre viene commemorata la sua morte. Il 7 maggio si celebra la traslazione delle sue reliquie dalla chiesa di Sant'Elena alla chiesa di Santa Maria Maggiore, avvenuta nel 1431.
Il 18 agosto viene invece celebrato il patrocinio di San Franco sulla città di Francavilla al Mare, con le principali manifestazioni religiose dedicate al patrono.
La figura di San Franco è strettamente legata alla storia della città. La chiesa madre di Santa Maria Maggiore, ricostruita nel secondo dopoguerra su progetto dell'architetto Ludovico Quaroni, sorge nel luogo della precedente chiesa che custodiva le reliquie del santo.
La devozione a San Franco è ancora oggi parte fondamentale della tradizione religiosa di Francavilla al Mare, dove il santo viene venerato come patrono e protettore della città.