San Fortunato di Casei è venerato come martire cristiano e soldato romano. Le notizie storiche sulla sua vita sono molto scarse e molti particolari della sua biografia appartengono alla tradizione agiografica sviluppatasi nel corso dei secoli. Secondo la tradizione conservata a Casei Gerola, Fortunato era originario dell'Alto Egitto, nei territori vicini alla Nubia, e apparteneva alla Legione Tebea. Le fonti che documentano specificamente la sua vita, tuttavia, non permettono di verificare con certezza questi elementi.
La tradizione lo descrive come un giovane cristiano che, poco più che ventenne, prestava servizio nell'esercito romano. La Legione Tebea, secondo il racconto tramandato dalla tradizione cristiana, era composta in gran parte da soldati provenienti dall'Egitto e dalla regione della Tebaide. Tra i suoi membri vi erano cristiani che cercavano di conciliare il servizio militare con la fedeltà alla propria fede.
Intorno all'anno 286, durante il governo dell'imperatore Massimiano, la legione sarebbe stata trasferita ad Agaunum, nell'attuale Saint-Maurice, nel Vallese svizzero. Secondo la tradizione, ai soldati venne ordinato di offrire sacrifici alle divinità pagane prima di una spedizione militare. I cristiani della legione rifiutarono di partecipare ai sacrifici, dichiarando di voler rimanere fedeli a Cristo.
Il rifiuto provocò la persecuzione della legione. La tradizione racconta che vennero dapprima messi a morte alcuni degli ufficiali, tra cui San Maurizio, comandante della legione, e successivamente altri soldati. Furono compiute diverse decimazioni, fino alla completa eliminazione dei militari che avevano rifiutato di rinnegare la propria fede.
Secondo la tradizione di Casei Gerola, anche Fortunato fu tra i soldati che subirono il martirio. Egli avrebbe affrontato la morte insieme ai suoi compagni, preferendo rinunciare alla propria vita piuttosto che offrire sacrifici agli dei pagani. Il suo martirio viene quindi collocato ad Agaunum intorno al 286. La tradizione locale lo considera un giovane soldato africano della Legione Tebea, ma questa identificazione non compare nella più antica testimonianza sulla Legione Tebea, la Passio Acaunensium martyrum di Eucherio di Lione, risalente al V secolo.
Le informazioni relative alla morte di Fortunato sono quindi legate soprattutto alla tradizione successiva. Anche il modo preciso della sua esecuzione non è documentato con certezza. La tradizione locale di Casei Gerola ha collegato i resti conservati nelle catacombe romane alla figura del giovane martire e, attraverso questo culto, ha tramandato il ricordo di Fortunato come soldato della Legione Tebea.
Dopo il martirio, non è possibile ricostruire con certezza il percorso delle sue reliquie. Ciò che è documentato è che un corpo attribuito a San Fortunato era conservato nelle catacombe di San Callisto a Roma. Nel 1746 il cardinale Giovanni Antonio Guadagni, vicario di Papa Benedetto XIV per la città di Roma, dispose la riesumazione dei resti, che furono trasferiti nella chiesa collegiata di Santa Maria in Via Lata.
Nel XVIII secolo il corpo attribuito al martire giunse quindi a Casei, nell'attuale provincia di Pavia. La tradizione locale indica il 1765 come anno della traslazione. Le reliquie furono donate alla comunità attraverso le autorità ecclesiastiche e vennero accolte con grande solennità. Da quel momento il culto di San Fortunato si sviluppò profondamente nel paese.
Le reliquie sono custodite nell'Insigne Collegiata di San Giovanni Battista a Casei Gerola, all'interno di un'artistica urna realizzata in occasione della traslazione. Il corpo santo è rappresentato con l'aspetto di un soldato romano, con l'armatura e l'elmo, richiamando la tradizione che identifica Fortunato con un militare cristiano della Legione Tebea.
La devozione verso il martire si consolidò nel territorio e San Fortunato divenne il patrono di Casei Gerola. La sua festa viene celebrata il 16 ottobre e, localmente, con solenni celebrazioni nella terza domenica di ottobre. In questa occasione la comunità rinnova la propria devozione attraverso le celebrazioni religiose e la processione con l'urna contenente le reliquie del santo.
Il culto di San Fortunato rimane pertanto particolarmente legato a Casei Gerola, dove la memoria del martire è stata custodita per oltre due secoli. La sua figura viene rappresentata come quella di un giovane soldato che, secondo la tradizione, preferì affrontare il martirio piuttosto che rinunciare alla propria fede cristiana.
San Fortunato di Casei è commemorato il 16 ottobre. È venerato come martire e patrono di Casei Gerola, dove sono custodite le reliquie attribuitegli e dove il suo culto costituisce una parte importante della tradizione religiosa e storica della comunità.