Secondo la tradizione, Cristanziano nacque ad Ascoli Piceno in una famiglia nobile. Ancora giovane incontrò Sant'Emidio, primo vescovo della città, che lo istruì nella fede cristiana, lo battezzò e lo ordinò diacono. Il nome "Cristanziano" gli sarebbe stato attribuito proprio da Sant'Emidio per indicare uno dei primi cristiani della comunità ascolana.
Cristanziano divenne uno dei più stretti collaboratori di Sant'Emidio. Lo accompagnò nella predicazione del Vangelo e nell'assistenza ai fedeli in un periodo in cui i cristiani erano perseguitati dall'autorità imperiale romana. La sua vita fu caratterizzata da grande fedeltà, coraggio e dedizione alla Chiesa nascente.
Durante le persecuzioni contro i cristiani, Cristanziano venne arrestato e sottoposto a crudeli torture per costringerlo a rinnegare la fede. Rimase però saldo nella sua testimonianza di amore a Cristo. Fu infine decapitato nei pressi di Ascoli Piceno intorno all'anno 310 d.C., condividendo così la sorte del suo maestro Sant'Emidio.
Le reliquie di San Cristanziano sono custodite nella Cattedrale di Sant'Emidio, dove il santo continua a essere venerato dai fedeli. Un culto particolarmente sentito si trova anche ad Agnone, dove è patrono della città e viene onorato con solenni celebrazioni.
La devozione popolare attribuisce a San Cristanziano una speciale protezione contro i temporali e le tempeste. Per questo motivo molte comunità si sono affidate alla sua intercessione nei momenti di pericolo e difficoltà.
San Cristanziano rappresenta l'esempio del discepolo fedele che segue Cristo fino al sacrificio della vita. La sua testimonianza invita a rimanere saldi nella fede e a confidare sempre nell'aiuto di Dio, anche nelle prove più difficili.