San Cipriano di Tolone nacque intorno all'anno 476, probabilmente a Marsiglia, anche se alcune fonti indicano Arles come possibile luogo d'origine. Apparteneva a una famiglia di buona condizione e ricevette una solida formazione culturale e cristiana. Ancora giovane entrò nell'ambiente ecclesiastico di Arles, dove divenne discepolo di San Cesario di Arles, uno dei più importanti vescovi della Gallia nel VI secolo.
Cesario si occupò personalmente della formazione di Cipriano e ne riconobbe le qualità intellettuali e spirituali. Nel 506 lo ordinò diacono e lo volle al proprio fianco nell'attività pastorale. Cipriano accompagnò il suo maestro anche nei momenti difficili, condividendone l'impegno per il rinnovamento della vita cristiana e per la difesa della dottrina cattolica.
Intorno al 515-516, Cipriano fu consacrato vescovo di Tolone dallo stesso San Cesario. La data precisa della consacrazione non è conosciuta con certezza, ma la sua presenza come vescovo è documentata negli atti del concilio di Arles del 524. Alla guida della diocesi si trovò a operare in un periodo caratterizzato da profondi cambiamenti politici e religiosi, durante il quale le popolazioni della Gallia erano ancora influenzate dalle diverse correnti cristiane presenti nel territorio.
Come vescovo, Cipriano si impegnò con particolare energia nella difesa della fede cattolica. Partecipò a numerosi concili della Gallia, tra cui quelli di Arles, Carpentras, Orange, Vaison, Valence, Marsiglia e Orléans. In queste assemblee ecclesiastiche intervenne soprattutto nelle discussioni riguardanti la grazia divina, la libertà umana e la salvezza.
Cipriano si oppose con decisione al semipelagianesimo, una corrente teologica che attribuiva all'iniziativa umana un ruolo eccessivamente importante nel processo della salvezza. Nel concilio di Valence del 529, in particolare, partecipò alla difesa della dottrina sulla grazia sostenuta dalla Chiesa e già riaffermata nel concilio di Orange dello stesso anno. La sua preparazione teologica e la sua autorevolezza gli permisero di svolgere un ruolo significativo nel dibattito.
La collaborazione con San Cesario rimase uno degli aspetti più importanti della sua vita. Quando il vescovo di Arles era impegnato o impossibilitato a partecipare personalmente alle attività ecclesiastiche, Cipriano poteva rappresentarlo. Il rapporto tra i due non fu soltanto quello tra maestro e discepolo, ma anche una stretta collaborazione nell'attività pastorale e nella difesa della fede.
Dopo la morte di San Cesario, avvenuta nel 542 o 543, Cipriano contribuì alla redazione della Vita di San Cesario di Arles. L'opera fu composta insieme ad altri collaboratori, tra cui i vescovi Firmino e Vivenzio, il sacerdote Messiano e il diacono Stefano, su richiesta di Cesaria la Giovane, badessa del monastero femminile fondato da San Cesario ad Arles.
La Vita sancti Caesarii episcopi Arelatensis, composta in due libri, costituisce una delle principali fonti per conoscere la vita e l'attività di San Cesario. La parte iniziale dell'opera è generalmente attribuita in larga misura proprio a Cipriano. Il testo non è soltanto una testimonianza agiografica, ma rappresenta anche una preziosa fonte storica sulla Chiesa della Gallia nella prima metà del VI secolo.
Di Cipriano è inoltre giunta fino a noi una lettera indirizzata a Massimo, vescovo di Ginevra, nella quale affronta alcune questioni teologiche relative alla fede cristiana e all'Incarnazione. Questo scritto conferma la sua preparazione dottrinale e il ruolo che svolse nei dibattiti teologici del suo tempo.
Gli ultimi anni della vita di Cipriano sono meno documentati. La data esatta della sua morte non è conosciuta, ma viene generalmente collocata intorno alla metà del VI secolo, probabilmente tra il 543 e il 549. Il suo successore sulla sede di Tolone, Palladio, è documentato nel 549, permettendo di collocare la morte di Cipriano entro questo periodo.
Dopo la morte, Cipriano fu venerato come vescovo e santo. Il suo culto rimase particolarmente legato alla città di Tolone, della quale è considerato patrono. La sua figura è ricordata soprattutto per la fedeltà alla dottrina cattolica, l'attività pastorale, la partecipazione ai concili e la collaborazione con San Cesario di Arles.
La memoria liturgica di San Cipriano di Tolone ricorre il 3 ottobre. La Chiesa lo ricorda come vescovo del VI secolo, discepolo e biografo di San Cesario di Arles e strenuo difensore della dottrina cattolica nelle controversie teologiche del suo tempo.