San Bertoldo di Garsten fu un monaco benedettino e abate dell'abbazia di Garsten, in Austria. È ricordato per aver introdotto nel suo monastero gli ideali della riforma cluniacense, promuovendo una vita religiosa fondata sulla preghiera, sulla disciplina monastica, sulla carità e sull'accoglienza dei pellegrini e dei poveri. Il suo culto, nato spontaneamente subito dopo la morte, venne confermato ufficialmente da Papa Paolo VI nel 1970.
Nato da una nobile famiglia austriaca intorno al 1060, entrò ancora giovane nel monastero benedettino di San Biagio (St. Blasien), nella Foresta Nera. Qui si distinse per la sua preparazione e per le sue virtù, fino a essere nominato bibliotecario e poi priore. La sua fama di uomo saggio e di profonda spiritualità lo portò, nel 1111, a essere scelto come abate del monastero di Garsten, fondato pochi anni prima nella regione della Stiria.
Durante il suo abbaziato trasformò Garsten in uno dei principali centri benedettini dell'Austria. Grazie a una gestione prudente e lungimirante, accrebbe il patrimonio del monastero attraverso donazioni di nobili e dell'imperatore Corrado III. Le nuove risorse furono impiegate non per il lusso, ma per opere di misericordia: fece costruire una foresteria per accogliere i pellegrini e un ospizio destinato ai poveri e ai bisognosi.
San Bertoldo fu celebre anche come direttore spirituale. Molti fedeli, religiosi e persino personaggi di alto rango si rivolgevano a lui per ricevere consiglio e riconciliazione. Era convinto dell'importanza della confessione frequente, una pratica ancora poco diffusa all'epoca, e dedicava molte ore al ministero della confessione. Le cronache gli attribuiscono inoltre il dono della profezia e numerosi miracoli, che contribuirono alla sua fama di santità già durante la vita.
Morì il 27 luglio 1142 nel monastero di Garsten. La devozione verso di lui si diffuse immediatamente e nel 1236 il vescovo di Passavia ne approvò ufficialmente il culto locale. Dopo secoli di venerazione, l'8 gennaio 1970 Papa Paolo VI confermò definitivamente il suo culto per tutta la Chiesa. La sua memoria liturgica ricorre il 27 luglio.
Nell'iconografia San Bertoldo di Garsten è raffigurato come un abate benedettino, con il pastorale e un libro, ma uno dei suoi attributi più caratteristici sono i pesci, spesso due ai suoi piedi. Questo simbolo richiama un miracolo narrato nella sua Vita: durante un pasto comunitario, Bertoldo distribuì del pesce ai numerosi commensali e, miracolosamente, la scodella rimase sempre colma, senza mai svuotarsi. In alcune tradizioni iconografiche i pesci ricordano anche un altro prodigio attribuitogli, nel quale i pesci sarebbero balzati spontaneamente fuori dall'acqua per provvedere al nutrimento del monastero.