Il Beato Papa Urbano II, al secolo Oddone di Lagery (o Odo di Châtillon), nacque intorno al 1042 a Châtillon-sur-Marne, nella regione francese della Champagne, da una nobile famiglia. Ricevette una solida formazione ecclesiastica presso la scuola cattedrale di Reims e successivamente entrò nella celebre Abbazia di Cluny, uno dei principali centri della riforma monastica dell'XI secolo. Qui assimilò gli ideali di rinnovamento spirituale, disciplina religiosa e fedeltà alla Sede Apostolica che avrebbero caratterizzato tutto il suo pontificato.
Grazie alle sue doti di governo e alla sua profonda preparazione, fu chiamato a Roma da Papa Gregorio VII, che nel 1078 lo nominò cardinale vescovo di Ostia e lo inviò come legato pontificio in diverse missioni diplomatiche in Francia e in Germania. Si distinse per la capacità di mediare nei conflitti e per il fermo sostegno alla Riforma Gregoriana, volta a combattere la simonia, il concubinato del clero e le ingerenze dei sovrani nella nomina dei vescovi.
Alla morte di Papa Vittore III, il 12 marzo 1088, venne eletto 159º Pontefice della Chiesa cattolica, assumendo il nome di Urbano II. I primi anni del suo pontificato furono difficili, poiché Roma era in gran parte controllata dall'antipapa Clemente III, sostenuto dall'imperatore Enrico IV. Urbano II dovette quindi governare inizialmente lontano dalla città, ma con pazienza e abilità politica riuscì progressivamente a rafforzare l'autorità del papato in tutta l'Europa occidentale.
Il suo pontificato fu caratterizzato da un'intensa attività pastorale. Convocò numerosi concili, riaffermando le riforme ecclesiastiche promosse da Gregorio VII, favorì la disciplina del clero e incoraggiò la vita religiosa. Visitò personalmente molte regioni della Francia e dell'Italia, rafforzando il legame tra il Papa e le Chiese locali e contribuendo ad accrescere il prestigio della Sede Apostolica.
L'evento più celebre del suo pontificato fu il Concilio di Clermont, nel novembre 1095. In risposta all'appello dell'imperatore bizantino Alessio I Comneno, che chiedeva aiuto contro l'avanzata dei Turchi Selgiuchidi, Urbano II pronunciò uno dei discorsi più celebri della storia medievale, invitando i principi e i cavalieri cristiani a soccorrere i cristiani d'Oriente e a liberare il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Da quell'esortazione nacque la Prima Crociata, che avrebbe profondamente segnato la storia religiosa, politica e culturale dell'Europa e del Medio Oriente.
Negli ultimi anni continuò la sua opera di riforma della Chiesa e promosse il dialogo con le Chiese orientali, pur senza riuscire a ricomporre lo scisma del 1054. Nel 1098 presiedette il Concilio di Bari, dedicato anche alle questioni teologiche riguardanti i rapporti con la Chiesa greca. Continuò inoltre a sostenere i crociati attraverso lettere, privilegi e decisioni conciliari.
Il 15 luglio 1099 i crociati conquistarono Gerusalemme, ma Urbano II non poté apprendere la notizia della riuscita della spedizione: morì infatti a Roma il 29 luglio 1099, pochi giorni dopo, presso la chiesa di San Nicola in Carcere. Fu sepolto nella Basilica di San Pietro.
La venerazione nei suoi confronti si sviluppò nei secoli successivi e Papa Leone XIII ne confermò ufficialmente il culto il 14 luglio 1881, proclamandolo Beato. La sua memoria liturgica ricorre il 29 luglio.
Pur essendo ricordato soprattutto per l'indizione della Prima Crociata, il Beato Urbano II fu anzitutto un pontefice riformatore, profondamente impegnato nel rinnovamento della Chiesa, nella difesa della sua libertà e nel rafforzamento dell'autorità del papato. Il suo governo contribuì in modo decisivo a consolidare l'opera della Riforma Gregoriana e a definire il ruolo del Pontefice nella cristianità medievale.
Il Beato Papa Urbano II è tradizionalmente raffigurato con gli abiti pontifici: tiara, piviale, pallio e pastorale papale oppure con le chiavi di San Pietro, simbolo dell'autorità conferita da Cristo agli Apostoli. In molte opere tiene in mano una croce astile o una pergamena, a richiamare i decreti conciliari e le sue numerose lettere pontificie.
Una delle raffigurazioni più caratteristiche lo mostra nell'atto di predicare al Concilio di Clermont, con il braccio destro alzato mentre esorta i fedeli alla Prima Crociata. Talvolta compare anche il Santo Sepolcro di Gerusalemme sullo sfondo oppure cavalieri che ricevono la croce cucita sul mantello, simbolo dell'evento storico legato al suo pontificato.