Il Beato Matteo da Bascio, al secolo Matteo Serafini, nacque intorno al 1495 nel piccolo villaggio di Bascio, presso l'odierna Pennabilli (Rimini), nel Montefeltro. Entrò giovanissimo tra i Frati Minori Osservanti nel convento di Montefiorentino, dove ricevette una solida formazione religiosa e fu ordinato sacerdote nel 1525. Fin dagli inizi del suo ministero manifestò il desiderio di vivere il Vangelo secondo il più autentico spirito di san Francesco d'Assisi, caratterizzato da povertà, penitenza e predicazione itinerante.
Nel 1525, durante il Giubileo indetto da papa Clemente VII, si recò a Roma per ottenere il permesso di osservare la Regola francescana nella sua forma più rigorosa. Il Pontefice gli concesse il privilegio personale di indossare un saio di tessuto ruvido con un lungo cappuccio appuntito, di vivere come eremita, di predicare liberamente e di praticare un'assoluta povertà. Da quel caratteristico cappuccio derivò il nome con cui sarebbero stati conosciuti i suoi seguaci: Cappuccini.
Il suo esempio suscitò immediatamente l'ammirazione di numerosi frati desiderosi di ritornare all'originario ideale francescano. Grazie anche all'appoggio della duchessa Caterina Cybo, la nuova riforma ottenne il riconoscimento ufficiale con la bolla Religionis zelus, promulgata il 3 luglio 1528 da papa Clemente VII. Nel primo capitolo generale dell'Ordine, celebrato ad Albacina nel 1529, Matteo fu eletto per acclamazione primo superiore generale dei Frati Minori Cappuccini. Tuttavia, fedele alla sua vocazione personale di predicatore itinerante, rinunciò ben presto all'incarico per riprendere la sua missione apostolica.
Per oltre vent'anni percorse gran parte dell'Italia annunciando il Vangelo con uno stile semplice, diretto e profondamente penitenziale. Predicava soprattutto la conversione del cuore, invitando tutti a ritornare a Dio attraverso la confessione, la preghiera e la carità. Rifiutava qualsiasi compenso e conduceva una vita estremamente austera, guadagnandosi una vasta fama di santità. La tradizione gli attribuisce anche numerosi miracoli e profezie.
Verso la fine di luglio del 1552, mentre si trovava a Venezia, fu colpito da una grave malattia. Morì il 6 agosto 1552 nella chiesa di San Moisè. Fu sepolto nella chiesa di San Francesco della Vigna, dove la sua tomba divenne presto meta di devozione popolare. Il suo culto fu confermato dalla Chiesa e oggi è venerato come Beato e ricordato come il principale iniziatore della riforma cappuccina. La sua memoria liturgica ricorre il 6 agosto.
Il Beato Matteo da Bascio è generalmente raffigurato: