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Beato Innocenzo V

Beato Innocenzo V
Nome: Beato Innocenzo V
Titolo: Papa
Ricorrenza: 22 giugno
Tipologia: Commemorazione




Innocenzo era nato a Tarantasia-en-Forez (nell'alta Val d'Isère, in Savoia), e aveva ricevuto al fonte battesimale il nome di Pietro. Conosciuto appunto come Pietro di Tarantasia, non deve essere confuso con il B. Pietro di Tarantasia (8 mag.), abate cistercense e vescovo vissuto un secolo prima.

Il Pietro di oggi entrò molto giovane nell'Ordine domenicano e divenne uno dei teologi più eminenti della sua epoca. Dopo aver ottenuto il dottorato insegnò alla Sorbona, dove ebbe come compagno nell'insegnamento e nella vita religiosa S. Tommaso d'Aquino (28 gen.). Nel 1259 fu incaricato, con l'aquinate e altri tre confratelli, di redigere un curriculum di studi per gli studenti, che rimane la base dell'insegnamento domenicano.

I suoi commentari alle lettere paoline e alle Sentenze di Pier Lombardo godettero di grande fama presso i contemporanei. Le liste cartularie (la richiesta di libri a prestito) dell'università di Parigi e l'indice delle opere di Pietro "di Tarantasia" sono posti immediatamente sotto quelle di Tommaso "d'Aquino".

Oltre ai grandi doni intellettuali Pietro aveva anche capacità amministrative: a trentacinque anni fu nominato provinciale dei domenicani in Francia, ricoprendo quest'incarico per due mandati, dal 1264 al 1267 e dal 1269 al 1272. Decise di visitare tutte le case sotto la sua direzione (ciò significava molti e lunghi viaggi, tutti a piedi) svolgendo il suo programma con molta meticolosità. Quando Tommaso d'Aquino fu chiamato dal papa a Roma Pietro tornò al suo insegnamento parigino, ma nel 1272 fu nominato arcivescovo di Lione da papa Gregorio X (10 gen.), già suo studente, e l'anno dopo nominato cardinale vescovo di Ostia.

Era presente al concilio ecumenico convocato dal papa a Lione nel 1274, ed ebbe una parte rilevante nelle deliberazioni finali. Lo scopo del concilio era di sanare lo scisma con i vescovi greci, e fu proprio grazie alla chiara ed erudita enunciazione della dottrina cattolica fatta da Pietro che i delegati greci accettarono un accordo, che ebbe però vita breve. Il concilio era ancora in corso quando mori S. Bonaventura (15 lug.), cardinale e vescovo di Albano, e alla cerimonia funebre Pietro pronunciò l'elogio, veramente commovente, del grande francescano, partendo dal testo biblico «l'angoscia mi stringe per te, fratello mio Gionata!» (2 Sam 1, 26).

Con la nomina di un nuovo arcivescovo a Lione terminò l'impegno francese di Pietro, che accompagnò il papa e gli altri cardinali in Italia: era accanto al pontefice quando questi morì appena arrivato ad Arezzo nel gennaio del 1276.

La scelta della successione al soglio pontificio cadde unanimemente su Pietro, che assunse il nome di Innocenzo V, iniziando subito una politica di pacificazione tra gli stati italiani nella penisola; desideroso di mettere in pratica gli accordi di Lione sulla riunificazione con la Chiesa di Bisanzio decise d'inviare legati a Costantinopoli, che però non lasciarono mai il suolo italiano. Benché fisicamente robusto, durante l'estate contrasse a Roma febbri malariche e morì solo cinque mesi dopo essere salito al soglio pontificio, il 22 giugno 1276. Aveva poco più di cinquant'anni e con la sua morte ebbe fine anche ogni speranza di riunificazione con Costantinopoli.

Nel 1898 il culto del B. Innocenzo fu confermato da papa Leone XIII, e il Martirologio Romano così recita: «Lavorò per la concordia tra i cristiani». Nella basilica romana di S. Giovanni in Laterano, dove fu sepolto, c'è una statua che lo raffigura in preghiera.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma in Laterano, beato Innocenzo V, papa, che, dell’Ordine dei Predicatori, insegnò a Parigi la sacra teologia e, ottenuta suo malgrado la sede episcopale di Lione, diresse qui insieme a san Bonaventura un Concilio Ecumenico per l’unità tra i Latini e i Greci separati; elevato, infine, alla cattedra di Pietro, esercitò il ruolo di pontefice solo per breve tempo, mostrato alla Chiesa di Roma piuttosto che dato.

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