Il Beato Gezzelino (conosciuto anche come Geselinus, Gozelin o Jesselin) visse tra la fine dell'XI e la prima metà del XII secolo. Le notizie sulla sua vita sono scarse e derivano soprattutto dalla tradizione medievale. È venerato come un esempio di assoluta fiducia nella Provvidenza divina e di radicale distacco dai beni terreni.
Secondo la tradizione, Gezzelino fu un fratello laico cistercense che, desideroso di dedicarsi completamente a Dio, lasciò la vita comunitaria per ritirarsi come eremita nelle foreste del territorio dell'attuale Lussemburgo. Scelse un'esistenza di estrema austerità, vivendo senza una dimora stabile e persino senza vestiti, confidando unicamente nell'assistenza del Signore. La sua vita era scandita dalla preghiera, dalla penitenza e dalla contemplazione.
Il Martirologio Romano lo ricorda con queste parole:
«Nel territorio del Lussemburgo, il beato Gezzelino, eremita, che visse nella foresta senza tetto né vestito, confidando in Dio solo che, come dà le intemperie, così pure offre riparo.»
Morì intorno al 1137. Secondo la tradizione fu sepolto a Schlebuschrath, oggi quartiere di Leverkusen (Germania). Nel 1814 le sue reliquie furono traslate nella chiesa parrocchiale di Sant'Andrea, dove continuarono a essere oggetto di venerazione.
La sua memoria liturgica è celebrata il 6 agosto, giorno in cui la Chiesa ne ricorda la straordinaria testimonianza di fede, di povertà evangelica e di totale abbandono alla volontà di Dio.
Il Beato Gezzelino è generalmente raffigurato: