Il Beato Aimone Taparelli, sacerdote dell'Ordine dei Predicatori, nacque a Savigliano, in Piemonte, nel 1398, appartenente alla nobile famiglia dei conti di Lagnasco. La sua vita si svolse tra la formazione religiosa, l'insegnamento della teologia, la predicazione e gli incarichi di governo nell'Ordine domenicano.
Aimone intraprese inizialmente gli studi di giurisprudenza. Dopo la morte della moglie e dei figli, avvenuta quando aveva circa cinquant'anni, decise di consacrarsi alla vita religiosa ed entrò nell'Ordine dei Predicatori nel convento domenicano di Savigliano.
Grazie alla formazione umanistica già acquisita, proseguì gli studi di teologia e Sacra Scrittura. Dopo la formazione religiosa iniziò a svolgere attività di insegnamento e di predicazione.
Aimone fu chiamato a insegnare teologia all'Università di Torino, dove ricoprì l'incarico di lettore in teologia.
Parallelamente all'attività accademica svolse un intenso ministero di predicazione. La sua fama raggiunse anche la corte dei Savoia.
Amedeo IX di Savoia lo volle presso la propria corte come predicatore e, per un periodo, come confessore.
Aimone mantenne i rapporti con l'ambiente della corte sabauda senza abbandonare gli incarichi affidatigli nell'Ordine dei Predicatori e l'attività di insegnamento.
Nel 1466 il beato domenicano Bartolomeo Cerveri, inquisitore, fu ucciso. Aimone fu chiamato a succedergli nell'incarico.
Dal 1467 esercitò l'ufficio di inquisitore, occupandosi della difesa della fede cattolica nei territori affidati alla sua giurisdizione.
Il suo incarico interessò in particolare il Marchesato di Saluzzo, le diocesi di Alba e Mondovì, i territori di Cherasco e Savigliano, la Liguria superiore e alcune zone della Lombardia.
Successivamente fu nominato inquisitore generale per la Lombardia superiore e la Liguria, incarico che mantenne fino alla fine della sua vita.
Aimone ricoprì diversi incarichi all'interno dell'Ordine dei Predicatori. Fu più volte priore del convento di Savigliano e svolse anche l'ufficio di vicario provinciale.
Si impegnò inoltre nella riforma della disciplina religiosa all'interno dell'Ordine, partecipando al movimento di rinnovamento della vita domenicana del XV secolo.
Durante gli anni della sua attività compose anche scritti di carattere religioso e promosse la devozione alla Vergine Maria.
Nonostante i numerosi incarichi, Aimone cercava periodicamente momenti di solitudine. Quando gli era possibile si ritirava in un piccolo eremo presso Verzuolo, vicino a Saluzzo, dove sorgeva una cappella dedicata a Santa Cristina.
Il luogo divenne per lui uno spazio nel quale dedicarsi alla preghiera e alla vita religiosa lontano dagli impegni dell'insegnamento e dagli incarichi dell'Ordine.
Aimone raggiunse un'età molto avanzata. Nel 1495, ormai quasi centenario, si trovava nel convento domenicano di Savigliano.
Secondo la tradizione agiografica, aveva previsto che sarebbe morto nella solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Avvicinandosi il momento della morte, chiese di ricevere i sacramenti.
Il 15 agosto 1495, mentre recitava l'Ufficio religioso e teneva un crocifisso stretto al petto, Aimone Taparelli morì nel convento di Savigliano. Aveva circa 97 anni.
Dopo la morte, il corpo di Aimone rimase inizialmente a Savigliano. Agli inizi del XIX secolo le sue reliquie furono trasferite a Torino e collocate nella chiesa di San Domenico.
Le reliquie del Beato Aimone sono tuttora venerate nella chiesa domenicana di San Domenico a Torino.
Il culto del Beato Aimone Taparelli fu confermato da Papa Pio IX il 29 maggio 1856.
Il suo nome è inserito nel Martirologio Romano tra i beati dell'Ordine dei Predicatori. È ricordato come sacerdote domenicano vissuto tra il XIV e il XV secolo e morto a Savigliano nel 1495.
Il Beato Aimone Taparelli morì a Savigliano il 15 agosto 1495, dopo una lunga vita trascorsa nell'Ordine dei Predicatori come sacerdote, professore di teologia, predicatore, inquisitore, priore e vicario provinciale.